Articoli di religione e spiritualità islamica

Religione
Il concetto di Jihād nell'Islām

L'Islam politico e il mito del jihād. Il jihād spirituale e interiore, parte predominante della vita di un musulmano.

La parola jihād nell'immaginario collettivo occidentale (ma non solo) richiama alla cosiddetta "Guerra Santa", con un chiaro riferimento alle guerre, formalmente proclamate, in nome della religione, in particolare, alle Crociate, in quanto promulgate dalla Chiesa romana.

Non è comunque possibile fare un parallelo stretto fra il concetto coranico di jihād con ciò che sono state le Crociate. Come molte parole arabe vengono riassunti e decontestualizzati diversi significati che fra di loro hanno qualcosa in comune, sta all'esegesi formulare una quanto più chiara interpretazione dello stesso termine, in quella determinata Sura, in quel determinato contesto storico e cronologico della rivelazione (Asbāb an-Nuzūl). Continua a leggere.


Religione e Immigrazione
La questione della "reciprocità" e la libertà religiosa, nel contesto dell'immigrazione in Italia - Il confronto Italia - Marocco

L'incontro genera ricchezza - Il dialogo tra Italia e Marocco, il Mediterraneo come grande opportunità per l'Europa

26 novembre 2014 - autore: 'Ali M. Scalabrin e Rachida Razzouk

In occasione di un incontro a favore del dialogo fra i cittadini e fra i paesi, tenutosi a Padova il 23 novembre 2014, presso la sala "Caduti di Nassiriya" in Piazza Capitaniato, alla presenza dei sindacati, esponenti del PD, SEL, Padova2020, della Commissione stranieri del Comune di Padova, di alcuni docenti della Università degli studi di i Padova come Stefano Allievi e Adone Brandalise, oltre alla presenza dell'eurodeputato, nonché ex-sindaco di Padova, Flavio Zanonato e del console Generale del Regno del Marocco, Ahmed El Khdar, si è parlato (anche e non solo) del tema della "reciprocità" nell'ambito della libertà religiosa, in riferimento al contesto dell'immigrazione in Italia.

L'evento è stato denominato "L'incontro genera ricchezza - Il dialogo tra Italia e Marocco, il Mediterraneo come grande opportunità per l'Europa", in risposta al rifiuto, da parte del primo cittadino di padova Massimo Bitonci di incontrare il console generale del Regno del Marocco Ahmed El Khdar, basando il suo discorso con l'alquanto vago e strumentalizzato concetto di assenza di "reciprocità", repolicando anche su facebook: «Gli islamici devono rispettare i cristiani», scrivendo con il classico "maiuscoletto" che, secondo il decalogo della netiquette, denota un tono aggressivo e considerato "incivile e scortese". Inoltre, il sindaco, minacciando di non rilasciare alcuna concessione per la festa di fine digiuno dei musulmani, cade nel comune errore di chi "ignora" di cosa si stia parlando, scrivendo "RAMADAM" con la "M" finale e non con la dovuta "N". Continua a leggere


Religione e teologia islamica
āl-Hijâb
: Il significato spirituale del velo islamico

30 ottobre 2013 - autore: 'Alī M. Scalabrin
Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2013

Il velo nella storia, nell'antropologia e nelle religiosità; l'aspetto legale del velo in Europa e in Italia; le origini del velo non islamico; la distinzione fra hijàb e velo

Prima di addentrarci sulla natura, sulle origini e sul significato etimologico, storico, culturale e spirituale dell'Hijāb è bene fare una premessa in merito all'approccio analitico che vogliamo dare quando si citano e si commentano i contenuti delle fonti islamiche: nello specifico al-Qurʾān (Corano) e Sunnah.
L'applicazione della critica analisi testuale, dello studio filologico della lingua, (strumenti fino a poco tempo fa, prerogativa del mondo occidentale) insieme ad un serio ragionamento analogico personale (ijtihād, qiyās) e naturalmente all'opinione personale (Ra'y), ci consente di postulare alcune premesse sopratutto quando si va a leggere e commentare il Nobile Corano.



La questione della POLIGAMIA (poliginia) nell'Islam, in Italia, nel diritto internazionale ed il caso del Marocco

10 ottobre 2013 - autore: 'Alī M. Scalabrin

 

Poligamia nell IslamLa bigamia e, più in generale, la poligamia (sia intesa come poliginia (unione coniugale di un uomo con più donne), che come poliandria (unione coniugale di una donna con più uomini)), in Italia, è considerata, dall'ordinamento legislativo italiano un reato previsto e disciplinato dall'art. 556 del Codice penale, punibile con la reclusione da uno a cinque anni incrementabili in condizioni di aggravanti.

"...Chiunque, essendo legato da matrimonio avente effetti civili, ne contrae un altro, pur avente effetti civili, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili. La pena è aumentata se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla liberta’ dello stato proprio o di lei....”(art.556 Codice penale)


Il matrimonio nell'Islam An-Nikāh - Le donne musulmane possono sposare solo uomini musulmani ?

Il ruolo del matrimonio nell'Islam - il precetto del vincolo religioso nel matrimonio islamico

15 marzo 2012 - autore: 'Alī M. Scalabrin

Il matrimonio nei paesi islamici è regolamentato da un codice di leggi che si rifà anche e non solo alla Sharî'a. In quest'ultima o meglio nella sua applicazione giuridca del Fiqh, (il diritto musulmano), il matrimonio (an-Nikah) rientra all'interno delle Mu’amalat (pratiche e regole sociali) contenute all'interno del ‘Ilm al-Furu al-Fiqĥ (la scienza dei rami del diritto musulmano), ove si vede che il Nikah è regolamentato al pari di un contratto civile ('Aqd) di compravendita privata fra le parti. Aldilà del fatto che all'epoca della nascita dell'Islam fosse una cosa normalissima e consuetudinaria, ciò non implica necessariamente che l'oggetto di scambio sia la donna in sé in cambio della dote, ma che il contratto matrimoniale sia regolamentato all'interno di alcune regole ben specifiche comuni ai contratti di compravendita.


Gli auguri di Natale e le sue origini

Fare gli auguri di Natale non solo non è haram, ma rappresenta un atto di rispetto edi benevolenza verso i nostri fratelli cristiani e verso il nostro profeta Gesù(p.s.d.L) - L'opinione autorevole del Gran mufti d'Egitto 'Ali Gomaa e il commento di Sheikh Idris Lodovico Zamboni

23 dicembre 2012 - autore: AA.VV.


Nell'Islam, non solo non è haram, (proibito), ma rappresenta un atto di buona educazione, di condivisione dello spirito di benevolenza, di gentilezza, di rispetto verso i cristiani (fratelli nel Dio unico) e verso il nostro profeta Gesù (pace di di lui).

Sebbene, di storicamente parlando, sia indubbio il fatto che l'associazione del 25 dicembre con la ricorrenza della nascita di Gesù sia stata nel corso degli anni strumentalizzata e mutuata da un contesto pagano greco-romano legato al dio Mitra e al culto, di origini siriache, del "Deus Sol Invictus", non per questo motivo, dobbiamo intendere la festività del Natale che attualmente viene celebrata come in qualche modo legata a rituali pagani paragonandola quindi alla "miscredenza" (o per la precisione alla considerazione della "miscredenza" della penisola arabica del periodo della jāhiliyya).


L'alimentazione nell'Islam

02 dicembre 2012 - autore: Mikail Marcello Soave

Dice la Sura V, la Tavola imbandita, versetto 3:

 “Vi sono vietati gli animali morti, il sangue, la carne di porco e ciò su cui sia stato invocato altro nome che quello di Dio, l’animale soffocato, quello ucciso a bastonate, quello morto per una caduta, incornato o quello che sia stato sbranato da una belva feroce, a meno che non l’abbiate sgozzato [prima della morte] e quello che sia stato immolato su altari [idolatrici] e anche [vi è stato vietato] tirare a sorte con le freccette . Tutto ciò è iniquo. Oggi i miscredenti non sperano più di allontanarvi dalla vostra religione: non temeteli dunque, ma temete Me. Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l’Islàm. Se qualcuno si trovasse nel bisogno della fame, senza l’intenzione di peccare, ebbene Dio è perdonatore, misericordioso.”


L'acqua e il fuoco, il paradiso e l'inferno - La pratica religiosa e la pace nelle religioni - La ricompensa e la punizione divina - Il libero arbitrio e la predestinazione

02 agosto 2012 - autore: 'Ali M. Scalabrin

Da un testo di Asghar Ali Enginee: "Nessuna religione nel mondo può esser compresa ad un solo livello o dal comportamento di una parte della comunità che la segue. Le religioni vengono comprese e praticate in modi differenti da persone diverse, in funzione delle circostanze materiali e spirituali, nonché dei retroscena intellettuali. Ognuna di esse trova anche espressione diversa in culture diverse... ...Nessuna religione è mai stata interpretata o praticata in modo omogeneo; essa trova infatti molteplici espressioni. Una religione che si
espande al di fuori dei confini delle sue origini si trasforma in nuove forme creative ed interpretative, si plasma in nuove modalità culturali o civili...


La questione astronomica
La determinazione dell'inizio del mese di Ramadhān
Il calendario islamico

13 Luglio 2012 - autore: 'Ali M. Scalabrin
Introduzione alla questione astronomica

Come ogni anno, siamo alle solite polemiche sull'inizio di Ramadān.
Per introdurre brevemente si fa presente che il calendario islamico è basato sul ciclo lunare sinodico (29,53 giorni siderali circa) ed ogni inizio mese, ricorrenza, festività cade in un periodo diverso ogni anno (solare), essendo i due periodi annuali di diversa durata: l'anno lunare é circa 11 giorni inferiore (12 quando l'anno è bisestile, mediamente 10 giorni e 21 ore) rispetto a quello solare (su cui si basa il calendario gregoriano occidentale), per cui ogni festività ad esempio, cade ogni anno 10 o11 giorni prima rispetto l'anno precedente. Il ciclo si chiude in circa 33 anni, per far coincidere nuovamente l'inizio dei deu periodi.


as-Saūm (ar)-Ramadhān
Il digiuno del mese di Ramadhān
Il significato spirituale - La determinazione dei tempi delle preghiere

04 giugno 2012 - autore: 'Alī M. Scalabrin

LunaCos’è il Ramadhān ? Il digiuno come continuità del messaggio divino. Giorni di digiuno facoltativi oltre a Ramadhān. I perché del Ramadhān. Il significato spirituale del digiuno di Ramadhān. Il digiuno come pratica spirituale e ascetica. Il digiuno di Ramadhān è Yoga: il parallelo con altre filosofie e religioni orientali. Pensieri e comportamenti non coerenti con la pratica del digiuno. Il digiuno di Ramadhan: obbligo senza costrizioni. P
Caratteristiche e finalità del digiuno. Etimologia della parola Ramadhān. Storia e origini del digiuno di Ramadhān. >E’ obbligatorio fare il digiuno di Ramadhan ? Chi deve fare il digiuno? Interpretazione dell’obbligatorietà - Chi è esentato dal fare il digiuno? La questione astronomica. La scorza e la polpa. Azioni che invalidano/corrompono il digiuno