Ramadān & Dhū l-hijja
La questione astronomica
Il calendario islamico (storia, origini e metodi per la determinazione dell'inizio dei mesi)

13 luglio 2012 - autore: 'Alī M. Scalabrin
Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2015

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Basmala
Nel nome di Dio Il più Clemente, il più Clemente, il più Misericordioso

Salam
La pace, la Misericordia, e le benedezioni di Dio siano su di voi

Introduzione alla questione astronomica

Come ogni anno, siamo alle solite polemiche sull'inizio di Ramadān.
Per introdurre brevemente si fa presente che il calendario islamico è basato sul ciclo lunare sinodico (29,53 giorni siderali circa) ed ogni inizio mese, ricorrenza, festività cade in un periodo diverso ogni anno (solare), essendo i due periodi annuali di diversa durata: l'anno lunare é circa 11 giorni inferiore (12 quando l'anno è bisestile, mediamente 10 giorni e 21 ore) rispetto a quello solare (su cui si basa il calendario gregoriano occidentale), per cui ogni festività ad esempio, cade ogni anno 10 o11 giorni prima rispetto l'anno precedente. Il ciclo si chiude in circa 33 anni, per far coincidere nuovamente l'inizio dei dei periodi.

Terra luna SoleIl novilunio è la fase lunare di congiunzione del nostro satellite naturale con il Sole; in questa fase la luna sorge insieme al Sole, non è possibile vedere la luna perché è posta proprio in corrispondenza del Sole, se ciò succede nel momento in cui il piano dell'orbita lunare coincide con quello dell'eclittica (sistema Terra-Sole), in un cosidetto suo "nodo", avviene un'eclissi di Sole (parziale, anulare o totale che sia). Le eclissi, infatti, si verificano solo in luna piena (eclisse di Luna) o nuova (di Sole), purché nel contempo essa si trovi in uno dei nodi.

Nella fase del plenilunio (luna piena), metà mese sinodico, la luna si trova in opposizione rispetto al Sole, sorge al suo tramonto , è al meridiano a mezzanotte e tramonta al sorgere de Sole.

Il tempo di rivoluzione della luna intorno alla Terra (o per correttezza, intorno al baricentro del sistema terra-luna) rappresenta l'anno sidereo o siderale (riferito alla stelle considerate "fisse") di circa 27,3 giorni, ma nel frattempo, in questa durata di tempo, la Terra ha compiuto una parte della sua rivoluzione intorno al Sole, ha traslato la sua posizione precedente, per cui, per avere di nuovo il novilunio, si dovrà aspettare che il sistema Terra-luna compia ancora 2,2 giorni circa.

Il calendario islamico (struttura, storia e origine)

Chiaramente, per conciliare la durata del giorno (solare) con la durata del mese sinodico si dovrà approssimare per eccesso o per difetto e compensare un giorno in più, un giorno in meno al mese per ottenere i 354 giorni dell'anno islamico. (in realtà sarebbero 354 giorni, 8 ore e 48 minuti la durata dell'anno lunare). Questa approssimazione nel calendario islamico ancor oggi non avviene in modo programmato, ma si ricorre ancor oggi all'avvistamento locale della prima crescenza lunare (l'esile falce lunare che segue il novilunio).

Inoltre, poiché il mese lunare è di 44 min più lungo di 29,5 giorni, (formando l'anno di 354 giorni, 8 ore e 48 minuti), viene periodicamente inserito un trentesimo giorno all'ultimo mese. L'intercalazione avviene nell'arco di un trentennio su undici anni e precisamente negli anni 2,5,7,10,13,16,18,21,24,26,29. Questi anni sono detti abbondanti e contano 355 giorni.

Rimane comunque un errore di circa 1/80 di giorno ogni trent'anni, e ci vogliono 2400 anni perché la cosa dia luogo ad un errore di un intero giorno.

D'altra parte poiché l'inizio del mese reale è stabilito appunto in base all'osservazione diretta della prima luna crescente, non è detto che la lunghezza dei mesi sia sempre quella riportata in tabella e si possono verificare scostamenti di un giorno tra il calendario reale e quello perpetuo realizzato in base alla suddetta regola; sono addirittura possibili scostamenti tra il calendario di un paese islamico e quello di un altro paese parimenti islamico ma geograficamente lontano, perché la visibilità della luna è locale.

Ciò permette di sincronizzare l'anno con le fasi lunari, ma rimane comunque lo scostamento con il ciclo stagionale della rivoluzione terrestre.

Il calendario islamico (puramente lunare) inizia ufficialmente (1 Muharram 1AH), con l'evento dell'Egira (hijrah) la migrazione del Profeta da Mecca a Yathrib (denominata in seguito: al-Madīna al-munawwara, o più semplicemente Medīna) corrispondente ufficialmente al 15 o 16 luglio dell'anno 622 d.C (a seconda delle varianti dette rispettavamente astronomica o civile). Non sappiamo esattamente se queste date siano esatte, studi recenti hanno ritenuto che sulla base del pre-esistente calendario pre-islamico che comprendeva probabilmente anche il mese intercalare successivamente rimosso, l'egira dovrebbe avvenuta attorno al 24 Safar (1AH) e che Muhammad e dei suoi compagni arrivarono alla periferia di Yathrib il giorno 8 del mese di Rabi 'al-Awwal, in un giorno in cui gli ebrei di Yathrib erano soliti osservare un giorno di digiuno, e dopo aver riposato per qualche giorno sarebbe entrato a Yathrib il giorno 12 del mese Rabi 'al-Awwal.

Convertendo il tutto, con il calendario giuliano, e tenendo conto del numero di mesi intercalari (probabilmente tre) che sono stati inseriti tra il hijra e l'ultimo pellegrinaggio di Muhammad (10 AH), la hijra probabilmente si è verificato il 10 giugno 622 dC, e l'arrivo di Maometto alla periferia di Yathrib, probabilmente si è verificato il 24 giugno 622 dC. L'ingresso di Maometto in Yathrib probabilmente si è verificato il 28 giugno 622 dC.

In realtà, l'istituzione del calendario (lunare) islamico, attorno al 638 d.C., risale a ʿOmar ibn al-Khattāb, durante il suo califfato (634 - 644 d.C.), due anni dopo la morte del Profeta, che fissa a ritorso l'anno 1 hijri con l'evento dell'Egira e non sappiamo l'attendibilità della precisione dei riferimenti.

Con tutta probabilità già in epoca pre-islamica esisteva una sorta di calendario lunare, se non del tutto simile a quello odierno, infatti i nomi di molti mesi erano associati ad antiche tradizioni pre-islamiche pagane dell'Arabia tribale, in particolare della zona saudita dell'Hijāz. La metodologia di determinazione dell'inizio dei mesi è quasi sicuramente di orgine pre-islamica.

  1. Muharram - Il mese "sacro/proibito" (da haram)
  2. Safar - "il mese vacante/vuoto" (forse derivante da "sufr" - giallo, forse cadeva in autunno)
  3. Rabi' al-āwwal - "la prima primavera"
  4. Rabīʿ ath-thānī (al-ākhira) - "la seconda primavera"
  5. Jumādâ al-āwwal (al-ūlâ) - "il primo mese della siccità" o "terra disseccata prima", (forse originariamente estivo)
  6. Jumādā ath-thānī (al-ākhira) - "il secondo mese della siccità", (forse estivo)
  7. Rajab - "il mese venerato" o più anticamente, “il sordo” o “il muto” (al-Asamm) o  “il molto Rispettato”, “al-Murajjab”, perché durante tale mese, gli Arabi pagani divenivano sordi alle grida di battaglia, e si impegnavano a mettere a tacere le armi, deponendole gli uni nei confronti degli altri e garantendosi reciproca sicurezza. Trae origine dalla radice "rajaba": “rispettare profondamente” o “riconoscere grande dignità”. Le vittime sacrificali destinate ai culti pagani che si tenevano durante il pellegrinaggio pagano alla Ka'aba, erano per questo motivo chiamate rajabiyya (quelle di rajab). Esse, a causa del regolare riallineamento dell'anno lunare con l'anno solare (o tropico) che portava rajab a cadere all'incirca in primavera, erano essenzialmente costituite da agnelli e capretti da poco nati.(il mese dell''Umrah, il pellegrinaggio "minore")
  8. Shaʿbān - "il mese della divisione"
  9. Ramadān - "il mese del caldo intenso"
  10. Shawwāl - "il mese della caccia"
  11. Dhū l-Qi‘da - "il mese del riposo"
  12. Dhū l-hijja - "il mese dell'Hajj. il pellegrinaggio alla Mecca"

La parola Ramadān, infatti, originariamente in arabo, significava "mese caldo", o “mese torrido” o “essere riscaldato”, da cui si può dedurre che anticamente un tempo fosse un mese estivo o che almeno nel periodo subito prima dell'Islam, questo mese cadeva nella stagione più torrida.

Gli altri calendari religiosi

Il calendario islamico è l'unico dal punto di vista etno-religioso che è puramente lunare. Sia l'antico calendario cinese che quello ebraico sono invece luni-solari.

Quello ebraico (29d 12h 793p) è basato sul ciclo metonico di 19 anni divisi fra mesi normali (peshutim) ed embolismici (meubbarim) nei quali viene aggiunto un tredicesimo mese (ogni 3,6,8,11,14,17 e 19 anni). Alternando anni di 12 e 13 mesi, quindi, si riesce a compensare quasi esattamente lo scarto fra anno lunare e anno solare: lo scarto tra 19 anni solari e 235 mesi lunari è appena di 2 ore e 5 minuti circa, pari a circa 7 minuti per anno.

Nel calendario cinese, invece, si segue un ciclo di 60 anni (detto: ghanzi) in cui il capodanno cinese, (Hsin Nien), cade in coincidenza della prima luna nuova dopo l'entrata del sole nel segno dell'Acquario, ossia nel momento in cui inizia il mese numero 1 ed è composto da anni comuni, di 12 mesi e lunghi 353, 354 o 355 giorni, e anni embolismici, composti da 13 mesi e lunghi 383, 384 o 385 giorni.. Per questa ragione l'inizio dell'anno cinese cade tra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano.

Il calendario islamico nel Corano


"Presso Allah il computo dei mesi è di dodici mesi [lunari] nel Suo Libro, sin dal giorno in cui creò i cieli e la terra. Quattro di loro sono sacri. Questa è la religione retta. (...)"
(Corano (tardo) medinese At-Tawba 9,36 trad. H. Piccardo)


"In verità, il mese intercalare non è altro che un sovrappiù di miscredenza, a causa del quale si traviano i miscredenti: un anno lo dichiarano profano e un altro lo sacralizzano per alterare il numero dei mesi resi sacri da Allah. Così facendo, profanano quello che Allah ha reso sacro. Le peggiori azioni sono state rese belle ai loro occhi, ma Allah non guida il popolo dei miscredenti"
(Corano (tardo) medinese At-Tawba 9,37 trad. H. Piccardo)

Questi due tardi versetti fissano un pò le fondamenta del computo del tempo in ambiente islamico:

  • Il calendario islamico deve essere composto da 12 mesi (lunari, anche se non esplicitamente scritto, ma la durata del mese è chiaramente definita in base al periodo di rivoluzione lunare)
  • Quattro mesi sono sacri (Rajab, Dhū l-Qa‘da, Dhū l-hijja erano i 3 mesi sacri già prima dell'Islam, poi fu reso sacro anche Muharram). Ramadhān è definito come "mese benedetto", ma in un certo senso può considerarsi "sacro".
  • L'aggiustamento del (13°) mese aggiuntivo è un un sovrappiù di miscredenza", quindi chiaramente non conforme alla volontà divina. Il riferimento va chiaramente al calendario ebraico e ad alcuni calendari arabi dell'epoca preislamica detta della jahiliyya (ignoranza) che ogni 3 anni, interponevano un mese aggiuntivo chiamato “nasî'” inserendolo fra i mesi sacri di Dhū l-hijja ed il successivo Muharram, entrambi sacri per l'Islam, facendo sì che fosse da pretesto ai razziatori per giustificare i loro attacchi ai pellegrini. Inserendo il mese intercalare dopo quello del pellegrinaggio si veniva a creare una situazione di grave pericolo per i pellegrini che i razziatori colpivano sostenendo di essere nella “legalità”. Si suppone che questo versetto sia stato rivelato all'incirca verso il 10 AH (631/632 dC), per cui da tale data non dovrebbe esser stato più inserito il mese aggiuntivo almeno in ambito islamico, in realtà è difficile supporre che veramente sia stato così, quando almeno solo dopo il 638 d.C. possiamo parlare di un vero e proprio calendario.


"Ti chiedono del combattimento nel mese sacro. Di': "Combattere in questo tempo è un grande peccato, ma più grave è frapporre ostacoli sul sentiero di Allah e distogliere da Lui e dalla Santa Moschea. Ma, di fronte ad Allah, peggio ancora scacciarne gli abitanti. L'oppressione è peggiore dell'omicidio. Ebbene, essi non smetteranno di combattervi fino a farvi allontanare dalla vostra religione, se lo potessero. E chi di voi rinnegherà la fede e morirà nella miscredenza, ecco chi avrà fallito in questa vita e nell'altra. Ecco i compagni del Fuoco: vi rimarranno in perpetuo"
(Corano medinese al-Baqara 2,217)

A livello coranico, è indubbio che la Luna sia stata usata al tempo del Profeta per determinare il tempo che trascorreva, (mesi e anni) e la troviamo menzionata spesso insieme al Sole (Corano Al-An'âm 6,96 - Yûnus 10,5 e Ibrâhîm 14,33) come strumento di riferimento per il computo del tempo e per il pellegrinaggio (Corano Al-Baqara 2,189).

Ma è anche vero che, nei versetti più antichi troviamo:


"Il sole e la luna procedono secondo un calcolo (ashshamsu wal-qamaru bi-husbānin)"

(Corano meccano Ar-Rahmân 55,5 trad. I. Zilio-Grandi)


"Ha creato i cieli e la terra in tutta verità, Egli arrotola la notte sul giorno e arrotola il giorno sulla notte, ha asservito il sole e la luna e cisacuno corre verso un esito stabilito; forse non è il Potente, l'Indulgente?
"
(Corano meccano Az-Zumar 39,5 trad. I. Zilio-Grandi)


Allah è il vostro Signore, Colui che in sei giorni ha creato i cieli e la terra e poi si è innalzato sul Trono. Ha coperto il giorno con la notte ed essi si susseguono instancabilmente. Il sole e la luna e le stelle sono sottomesse ai Suoi comandi. Non è a Lui che appartengono la creazione e l'ordine? La lode [appartiene] ad Allah Signore dei mondi!
(Corano Al-A'râf 7,54 trad. H. Piccardo)


"E quanti segni nei cieli e sulla terra, cui gli uomini passano accanto voltando loro le spalle!"
(Corano Yûsuf 12,105 trad. H. Piccardo)

Che sta ad indicare chiaramente che le orbite apparenti possono esser calcolate in modo preciso e che il metodo dell'osservazione dell'hilāl rappresenta solo un metodo pratico che, nel contesto esegetico medinese fatto di regole pratiche per la comunità, venne applicato in quel periodo e per tradizione non è mai stato cambiato.

Per quanto riguarda il mese di Ramadān:


"Il Ramadān è il mese in cui è stato rivelato il Corano come guida per gli uomini, prove chiare di guida e di discernimento. Quando vedete la luna nuova digiunate per l'intero mese e chi è malato o in viaggio digiunerà in seguito per altrettanti giorni (...)"

(Corano medinese al-Baqara 2,185 trad. I. Zilio-Grandi)

Il calendario islamico nella Sunna

"Siamo una comunità di analfabeti. Noi non scriviamo né contano. I mesi sono a volte così e talvolta così, cioè a volte con 29 giorni, a volte con 30"
(Riportato da Al Bukhari, vol. 5, p. 2485, secondo alla narrazione del figlio di 'Omar, trasmessa da Said Ibn awz)

"Digiunate quando si vede la mezzaluna e finite il digiuno quando si vede la mezzaluna. Se non ve ne accorgete, [per alcuni: se non la vedete], completate il mese di Sha'ban con 30 giorni". 
(Riportato da Al Bukhari, vol. 5, p. 3476, secondo alla narrazione di Abu Hurayra, trasmessa da Mohammed Ibn Ziyad)

"Se la vedete, subito e se si vede (di nuovo), interrompete il digiuno. Se non la vedete, determinate essa per calcolo"
(Riportato da Al Bukhari, vol. 5, p. 2467, secondo il la narrazione dal figlio di 'Omar.)

 

Il metodo tradizionale locale per osservazione della crescenza lunare (ru'yatu l-hilāl)

Ogni mese lunare del calendario islamico, quindi, è di 29 o 30 giorni, ma non sono fissati (come invece si fa nel calendario gregoriano a prescindere dalle fasi lunari) e tradizionalmente, ogni inizio mese è decretato (tawqît) dall'avvistamento ottico locale  della crescenza della prima sottile falce lunare (ru'yatu l-hilāl) che segue la luna nuova, visibile localmente a partire dal tramonto del Sole dello stesso giorno del novilunio (gli avvistamenti diurni non vengono considerati (Durr, Radd, 2, 95-6)). Se non viene vista ed il mese precedente (Sha'abān) è arrivato a 29 giorni, si conta 30 giorni Sha'abān e il giorno dopo sarà il primo Ramadān. Il problema comunque sussiste sempre nel quando è cominciato Sha'abān.

Cosi', al ventinovesimo giorno di Sha'ban, i musulmani guardano direttamente dopo il tramponto del sole, verso l'orizzonte occidentale, e se la mezzaluna (della luna nuova) viene vista, il giorno seguente sarà il primo giorno di Ramadhān. Se non viene vista, a causa di coperta della nube o un altro ragione, il giorno seguente sarà il 30 di Sha'ban, e il giorno dopo quello sarà il primo giorno di Ramadān.

I tradizionalisti, (se così possiamo chiamarli)  replicano, ribadendo l'importanza e, più ancora, la condizione necessaria e sufficiente, della diretta visibilità della crescenza lunare, a livello locale e quindi non non danno spazio ad alcuna previsione astronomica o per la precisione, possono anche accettare la previsione ma essa non deve certificare ufficialmente nulla, chiudendo le porte alla possibilità di conoscere in anticipo esattamente l'inizio del mese di Ramadān.

Quindi, la Luna deve necessariamente esser vista localmente per determinare l'inizio del mese.

«Non digiunate finché non vedete la luna; non rompete il vostro digiuno finché non vedete la luna». [Sunna - Bukhārī h.1773; Muslim h.1795; Nasā'ī h.2093; Abū Dāwūd h.1976; Muwatta' Mālik h.557] 

«Dopo aver visto la luna, comincia il tuo digiuno, e dopo aver visto la luna, termina il tuo digiuno [ovvero, considera il giorno seguente come il giorno dell''Aid]»
 [Sunna - Bukhārī h.1776; Muslim h.1809; Tirmidhī h.620; Nasā'ī h.2093] 

"Non digiunare uno o due giorni prima di Ramadan. Comincia il mese quando vedi la mezzaluna e finisci il mese quando tu vedi la mezzaluna. Se sei impossibilitato a vederla, allora Sha'ban sarà completo con trenta giorni"  [Sunna - Bukhārī  e Muslim]

Esempi di osservazione della crescenza lunare (hilāl)


Brisbane -(Australia) - 20 luglio 2012 17.45 LMT - 07.45 UTC
from: moonsighting.com

Hima al-Firah (Arabia Saudita) - 20 luglio 2012
from: icoproject.org

 

Problematiche e contraddizioni

Inultile negare l'esistenza di alcune problematiche che sfociano spesso in contraddizioni all'interno delle varie comunità islamiche nel mondo, all'interno delle varie scuole (madāhib) di pensiero islamico su alcuni punti che obbiettivamente sono di poca importanza (relazionati all'importanza del significato in sé del Ramadān), ma che, in realtà, nella vita comune, queste divergenze fungono da scontro all'interno della ummah stessa.

Sono proprio questi futili particolari su cui ogni scuola fa valere la propria interpretazione per prevalere con presunzione di verità assoluta sulle altre. Su questi ed altri punti, le varie scuole si sono confrontate a colpi di hadìth.

I "problemi" che sorgono sono essenzialmente i seguenti:

1. Sapere con sufficiente anticipo esattamente quando comincia un determinato giorno islamico (che generalmente comincia la sera al tramonto e rifinisce al tramonto successivo) allo stesso modo del calendario solare gregoriano e farne una corrispondenza programmata. Questo si rivela essere indispensabile in una società occidentale, ad esempio, che richiede una programmazione degli eventi, a causa della richiesta di autorizzazioni comunali da presentare, ad esempio, per organizzare eventi come la salàt l-'Aìd (di fine Ramadān).

2. La questione locale o mondiale. La determinazione del'inizio del mese attraverso la visibilità della crescenza lunare deve essere necessariamente locale o può essere a livello mondiale (vista da una parte del globo sia sufficiente a decretare l'inizio ovunque, al fine di celebrare tutti insieme come comunità (ummah) mondiale il digiuno e le feste nello stesso giorno corrispondente al calendario gregoriano oppure, secondo altre interpretazioni, terrebbe fede l'osservazione solo in Arabia Saudita per tutto il mondo ? Alcuni muftī hanno delibarato alcune fatāwā dalle quali si evince che l'avvistamento della luna in un qualsiasi luogo del mondo è valido a condizione che tale avvistamento non porti ad un mese di 28 o 31 giorni, mentre altri restano fermi sull'osservazione locale e considerano valido solo se l'annuncio proviene da un "distretto" locale (scuola malikī). Per la scuola hanafī, invece, non è importante il luogo dell'avvistamento, quanto invece, le condizioni minime di sufficienza della certificazione di tale avvistamento.

3. Correlare correttamente l'anno lunare islamico (formato di 12 mesi lunari di 29 o 30 giorni con determinazione locale dell'hilāl) con quello gregoriano solare medio.

4. Certificazione dei testimoni ('udûl): è sufficiente sia un qualunque musulmano a certificare il primo avvistamento della crescenza lunare oppure due maschi oppure un maschio e due femmine oppure c'è bisogno proprio di "comitato" di osservazione riconosciuto ? E riconosciuto da chi ?

5. Quando si deve pensare e pronuciare niyya (intenzione di digiunare) ? Al tramonto ovvero l'inizio del giorno islamico, oppure prima di esso ?

6. Come comportarsi nel caso di musulmani in zone prossime al circolo polare artico, o comunque con latitudini superiori a 50gradi ?

 

Capisaldi nella determinazione dell'inizio e della fine del mese di Ramadhān

Riassumendo, nella determinazione dell'inizio e della fine del mese di Ramadān, dobbiamo porre alcuni punti fondamentali che non possono essere violati:

  • Il mese di Ramadhān, come gli altri mesi non può durare meno di 29, né oltre i 30 giorni.
  • Inoltre, si deve considerare che la celebrazione dell’orazione della Festa di fine Ramadhān, (in cui si celebra la salât al-‘AÎd), insieme alla propria comunità locale, costituisce un obbligo (fard), di ordine collettivo (kifâyah) secondo l’Imâm Ahmad bin Hanbal, e di natura individuale (‘ayn), secondo l’Imâm Abû Hanîfah, secondo Ibn Taymiyyah e secondo un’opinione narrata dallo stesso Ahmad (sunnah mu’akkadah), secondo l’indicazione dell’Imâm Mâlik e dell’Imâm Ash-Shâfi‘î. (Si veda: Al- Majmû‘, 5:5; Al-Mughnî 3:253; Al-Insâf 5:316; Al-Ikhtyârât, 82).
  • Il digiuno nel giorno della festa (youm al-'Îd) è proibito.
  • La determinazione della data di Shaʿbān, il giorno della luna nuova dovrebbe essere concorde con tutta la comunità.
  • Constatazione della mancanza di un'autorità islamica che imponga un criterio unico.

 

I primi calendari storici aritmetico tabulari hisabi (o Misri o Bohra o fatimide); Ulugh Beg

L'istituzionalizzazione del calendario da parte del califfo ʿOmar ibn al-Khattāb è avvenuta verso il 638 d.C..

Più tardi, durante il IX secolo d.C., è sorta l'esigenza di sapere con un certo anticipo il periodo delle festività, dell'inizio del mese di Ramadān e quando fare l'Hajj e per questo, gli astronomi musulmani elaborano il cosidetto calendario hisabi (o Msri o Bohra o fatimide), che, nonostante venisse comunque usato il metodo dell'osservazione diretta dell'hilāl, esso permetteva comunque di dare una stima abbastanza precisa di quando cadevano ile varie ricorrenza islamiche anche riferendosi al calendario giuliano.

I mesi del calendario islamico tabellare vengono considerati alternativamente 30 e 29 giorni di lunghezza risultante in un anno di 354 giorni (sanā basīta). Al fine di mantenere il calendario al passo con le fasi lunari, ogni due o tre anni, veniva aggiunto un giorno in più alla fine dell'anno per l'ultimo mese risultante in un anno solare di 355 giorni (sanā kabīsa). In totale, si intercalavano 11giorni aggiunti ogni 30, (negli anni 2, 5, 8, 10, 13, 16, 19, 21, 24, 27 e 29).

Altri due noti astronomi abassidi Habash al-Hasib al-Marwazi (m.dopo l'869d.C.) e Abū al-Rayhan Muhammad ibn Ahmad Al-Biruni (m. 1048 d.C.) elaborano un altro calendario con sistema di intercalazione (2, 5, 8, 11, 13, 16, 19, 21, 24, 27 e 30) su 30 anni.

Anche Ulugh Beg (m.1449 d.C.), noto astronomo persiano timurideù, ha elaborato un calendario lunare islamico tabulare con un metodo di anni intercalari (2, 5, 7, 10, 13, 15, 18, ​​21, 24, 26 e 29) in un ciclo di 30 anni, stessa intercalazione adottata in seguito nell'algoritmo kuwaitiano. Nella sua carriera ha determinato anche la lunghezza del anno siderale come 365,2570370 ... d = 365 d 6 h 10 m 8 s (un errore di 58 secondi).

Il metodo moderno astronomico

I modernisti (se possiamo definirli tali) ammettono la previsione astronomica sulla visibilità della crescenza lunare e, ritenendo questo calcolo idoneo al contesto moderno, certificano l'inizio del mese e quindi del digiuno, attraverso lo strumento della fatwā, deliberata da un'istituzione islamica, già preventivamente con giorni di anticipo, ritenendo le condizioni della previsione sufficienti a decretare con sicurezza la visibilità della crescenza  lunare a livello planetario.

La questione semmai si pone se rispettare la visibilità locale o non appena il diagramma contiene un paese in cui prevalentemente si presume ci siano musulmani, dichiarare l'inizio del primo giorno del nuovo mese islamico a partire dal tramonto dello stesso giorno del diagramma, per tutti.

Ramdhan 1433
Diagramma di visibilità della crescenza lunare (19 Luglio 2012 04.23.55 UTC)
from: moonsighting.com

Il diagramma ci mostra le zone ove, al tramonto del sole, è possibile vedere la crescenza lunare che segue la luna nuova e, sulla base dei colori, determina anche il modo con cui si può osservarla se ad occhio nudo o con l'ausilio di strumenti ottici.

Sulla base di questo diagramma il concilio europeo di fatwā e la ricerca, ad esempio, sancisce l'inizio del mese di Ramadhān già con diversi giorni di anticipo a prescindere dalla effettiva visibilità lunare locale. E' anche un metodologia pratica per agevolare e programmarsi con anticipo le giornate in un contesto sempre in movimento come quello occidentale.

Questo metodo, inoltre, tiene fede alla capacità di adattamento ed evoluzione tipica del testo coranico applicato con una mentalità aperta che utilizza l'ijtihād (il ragionalmento analogico) come strumento fondamentale nell'interpretazione dei testi. Contestualizza ad attualizza la pratica islamica in virtù delle scoperte e delle tecniche moderne dell'evoluzione umana.

Il concilio europeo di fatwā e la ricerca ha stabilito anche dei parametri minimi ben precisi sulla base dei quali si può ragionevolmente formulare una dichiarazione preventiva di inizio del Ramadhan.

  • 1. La luna deve essere visibile dopo il tramonto nel luogo ove l'avvistamento risulti possibile.
  • 2. L'elezione o altezza della luna sull'orizzonte deve essere almeno di 5 gradi.
  • 3. L'elongazione minima tra sole e luna deve essere di almeno 8 gradi.
  •  

    Il Fiqh Council of North America (FCNA), invece, pur riconoscendo il calcolo astronomico come metodo sharì'aticamente accettabile per determinare l'inizio dei mesi lunari compresi i mesi di Ramadan e Shawwal. L'FCNA utilizza Makkah al-Mukarrama come riferimento convenzionale e postula che la congiunzione debba avvenire prima del tramonto del sole a Mecca e la luna deve sorgere dopo il tramonto del sole a Mecca.

    Considerazioni in merito alla determinazione dell'inizio dei mesi islamici e del Ramadān

    Il metodo astronomico è chiaramente estraneo (nella pratica) al contesto del profeta, ma non per questo non deve esser accantonato perché è nel Corano stesso che si parla di "calcoli precisi", ed ora questi calcoli li sappiamo fare.

    Un hadìth tardo e alquanto controverso comproverebbe l'estraneità dei calcoli astronomici alla comunità islamica:

    «Noi siamo una nazione illetterata. Non scriviamo né calcoliamo i mesi». [Prosegue l'hadīth:] «Egli disse: "Ciò è così, così, e così". Dicendo ciò, il Nobile Profeta alzò le sue mani tre volte, con tutte le dita distese le prime due volte, ed il pollice nascosto, la terza, per indicare 29 giorni. Poi disse: "Il mese è così, così, e così", ed alzò di nuovo le mani tre volte, questa volta con tutte le dita distese ogni volta, per indicare 30 giorni». [Sunna - Muslim h.1806; Bukhārī h.1780; Nasā'ī h.2111; Abū Dāwūd h.1975] 

    Ma è di dubbia interpretazione e, comunque sia, non tiene chiaramente conto del contesto odierno. In ogni caso, esso si riferisce al periodo muhammadiano e al contesto arabo penisulare.

    Un grave errore che viene commesso da chi contesta il metodo moderno astronomico, appoggiando quello tradizionale, è quello secondo cui l'astronomia moderna ci fornirebbe solo del dato dell'istante in cui si verifica la luna nuova e non sulla visibilità della sua nuova crescenza. Questo è assolutamente falso in quanto esistono diagrammi chiari e precisi sull'età lunare all'istante della luna nuova o nel periodo successivo. Sulla base del luogo e dell'età è possibile determinare con netto anticipo quando, dove e come (con che strumenti) verrà vista la crescenza lunare. Unendo il tutto ai dati meteo si può avere un quandro completo e definito già da qualche settimana prima.

    C'é da dire che la polemica nasce solo perché si tratta di Ramadān e di alcune festività, mentre per tutti gli altri mesi il problema sembra non sussistere essendo fondamentalmente e inevitabilmente legati al calendario gregoriano occidentale, la variabilità sull'inizio di un mese islamico é irrilevante.

    Inoltre, qualsiasi tradizione validamente accertata riguardante l'inizio del mese e l'hilāl risale sicuramente al periodo del profeta ove l'estensione della ummah era decisamente contenuta (geograficamente parlando) quindi è un chiaro che l'avvistamento, oltre ad essere l'unico metodo possibile con i mezzi di allora, era pressoché conforme e contemporaneo a tutte le posizioni della comunità islamica di allora, solo un hadith (Sunna - Muslim h.1819; Tirmidhī h.629; Nasā'ī h.2084; Abū Dāwūd h.1985; Musnad Ahmad h.2653), riferito ad Ibn 'Abbas, non direttamente al profeta proverebbe che l'avvistamento in altre zone non farebbe fede all'inizio locale del mese.

    Hilāl oggi come oggi

    In fin dei conti, gran parte del discorso si incentra sull'affidabilità dell'annuncio, in quanto la stragrande maggioranza di musulmani non fa e spesso non può fare l'osservazione diretta e se anche la facesse la sua testimonianza non avrebbe valore se non è supportata dai cosidetti "sapienti" o comunque da musulmani riconosciuti come punto di riferimento. Da qui nascono i due problemi locale o mondiale e garanzia della veridità dell'annuncio.

    Sebbene, non vi sia clero nell'Islam, su queste cose esiste comunque una certa influenza e soggezione sulla massa delle parole di alcuni "sapienti" moderni che presunziosamente tendono spesso a scontrarsi l'un l'altro per primeggiare ed accapararsi i fedeli secondo la propria linea di pensiero.

    Il metodo astronomico preventivo, che fissa a priori la data dell'inizio del mese, (a prescindere anche dell'effettiva visibiltà) escluderebbe a priori questo problema, affidandosi solo ai calcoli astronomici.


    Oggi la ummah è decisamente estesa a livello mondiale e la rigorosa visibilità lunare può variare anche di due giorni di differenza tra i vari punti del globo.
    Da tenere presente anche che per varie ragioni tra cui anche le condizioni meteo, alcuni stati a maggioranza musulmana che si appoggiano ad alcune scuole islamiche, anche usando il metodo tradizionale applicano alla lettera un hadìth legato alla durata del mese precedente che prevede "per sicurezza" l'attesa di un giorno in più (il 30esimo) determinando una differenza che implica di non poter celebrare il digiuno e le festività negli stessi giorni dei vicini stati.


    "Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi e ricordate la grazia che Allah vi ha concesso: quando eravate nemici è Lui che ha riconciliato i cuori vostri e per grazia Sua siete diventati fratelli. E quando eravate sul ciglio di un abisso di fuoco, è Lui che vi ha salvati. Così Allah vi manifesta i segni Suoi affinché possiate guidarvi"
    (Corano medinese Âl 'Imrân 3,103 trad. H. Piccardo)


    Il metodo tradizionale divide la ummah, la statalizza e la regionalizza. Il metodo moderno invece globalizza e unisce la ummah ritenendo prevalentemente importante l'unità della comunità nella celebrazione del digiuno e delle festività.
    Sì fa presente anche che quest'ultimo metodo rimane comunque coerente con la tradizione annunciando la visibilità lunare a tutta la ummah estesa questa volta a livello mondiale. E la previsione astronomica determina con sicurezza le zone del globo in cui e con quale entità (età lunare). Ed è impossibile, a meno di cataclismi, che tale visibilità prevista non corrisponda a quella reale.

    Da tenere presente anche che oggi come oggi nessuna moschea o centro islamico che sia, determina l'orario delle preghiere (salāt), aspettando la posizione del sole, bensì invece, gli orari vengono calcolati con un software e spesso l'adhān (la chiamata alla preghiera) è automaticamente programmato.

    Il fatto che i tempi (o meglio: gli istanti) di preghiera siano diversi da luogo a luogo (sulla base della posizione diurna del sole in base alla rotazione terrestre) non giustifica la variabilità del giorno di inizio mese (basato invece sulla rivoluzione della luna introno alla Terra). Sebbene gli istanti assoluti di preghiera siano diversi tra Giappone e Italia ad esempio, la variabilità del giorno è solo questione del fuso orario: un determinato giorno di festa accadrà prima in Giappone che in Italia èer via del fuso orario, ma alla fine sarà sempre lo steso giorno riferito alla rivoluzione terrestre intron al Sole.

    Inoltre, è da considare il fatto che oggi come oggi, quasi nessun musulmano va più a guardare direttamente la luna e si attiene alle disposizioni dei membri ufficialmente riconosciuti come fuqaha o mufti anche perché in alcuni casi la crescenza può esser vista solo atttraverso l'ausilio strumenti ottici per osservazioni astronomiche, appunto, mentre un diagramma di calcolo sulla visibilità lunare può esser determinato via software molto tempo prima da chiunque..

    Per cui, perché non accettare la previsione atronomica se deterimina una certa sicurezza e consente di celebrare tutti insieme questo mese benedetto ?

    La tesi dell'utilizzazione dell'osservazione dell'hilāl nonostante i progressi delle scienza islamica

    Un'altro assunto portato avanti dai tradizionalisti che appoggiano il metodo della rilevazione ottica locale dell'hilāl per la determinazione dell'inizio del mese di Ramadān è quello secondo cui, nonostante si racconti che "i musulmani del passato erano capaci, già allora, di calcolare la nascita della luna nuova ed erano anche in grado di sapere quando la crescenza della falce lunare nuova sarebbe stata visibile a occhio nudo in base al luogo, ma nonostante ciò, [avrebbero] comunque scelto di seguire gli avvistamenti locali a occhio nudo conformemente all'ingiunzione portata avanti dagli ahadith". Rilevare matematicamente la luna, sulla base dei calcoli astronomici, risulterebbe così, un "abbandono della pratica profetica" eliminando il cosiddetto "giorno del dubbio" (Yawm al-shakk):, (dr. Yussef Ismail - The Lunacy of Lunar Sightings (19/07/2015)).

    Questo discorso è del tutto fuori luogo e tempo. Se da una parte è vero che nel mondo islamico califfale e ottomano, a seguito della sua grande espansione dalla Persia sino alla Spagna andalusa, la scienza ed, in particolare, l'astromonia ha subito una fiorente crescita culturale.

    Si sono distinte, infatti, alcune note figure di astronomi, matematici come Ibn Ibrahim al Fazari (m. 806) e da Ya'qub Ibn al Tariq che tradussero, nel 744, le "Tavole astronomiche indiane", oppure Muhammad Ibn Musa Al Khwarizmi, (attuale Uzbekistan 780-850), matematico ed astronomo, vissuto a Baghdad agli inizi del IX secolo, oppure Muhammad ibn Jābir al-Harrānī al-Battānī, (Harran 858 - Samarra 929) che rivedette i risultati di Tolomeo e compilò nuove tavole realtive al Sole e alla Luna, oppure Nasir al Din al Tusi, al-Farghani (ca 800 - 870), Thabit ibn Qurra al-Harrani (ca. 826 - 901), al-Biruni (973 - 1048), Muhammad ibn Ahmad Ibn Rushd (Averroé) Taqi al-Din (Damasco 1526), inventore del telescopio e fece costruirfe un osservaztorio astronomico ad Istanbul e molti altri.

    Ma la cosa fondamentale da tener presente è tutto questo fiorire scientifico va grosso modo dal 750 al 1500, e dalla Persia fino alla Spagna andalusa, non certo nella penisola arabica. In epoca muhammadiana (570 - 632 d.C.), infatti, nella regione dell'Hijaz della penisola arabica (periodo da cui, teoricamente, trarrebbero origine tutti gli ahadith), la cultura scientifica era estremamente arretrata, tant'è vero l'hadith: «Noi siamo una nazione illetterata. Non scriviamo né calcoliamo i mesi». Perciò la tesi secondo cui, nonostante nell'ambito islamico vi sia stata fiorente effettiva crescita culturale e scientifica e astronomica, riuscendo a calcolare la posizione esatta della Luna e invece si continuasse comunque ad osservare l'hilāl direttamente e localmente, secondo tradizione, non trova giustificazione perché il rispetto della Sunna

    Le possibili soluzioni riformiste

    Bisogna tener anche presente che la determinazione dell'inizio dei mesi lunari sulla base della visibilità dell'hilāl implica che ogni ricorrenza annuale, come quella del Ramadān, non avvenga né nello stesso periodo dell'anno (solare), né nella stessa posizione siderale della luna, essendo mediamente riferita al mese sinodico che a sua volta fa riferimento alla fase lunare (quindi alla posizione relativa dela luna rispetto al sole).

    La ricorrenza del Ramadān, come d'altronde di tutte le feste islamiche, è puramente convenzionale dal punto di vista astronomico, nemmeno la relativa posizione del sistema sole-Terra-luna, regolata dal ciclo di Saros è tenuta conto nel solo mese sinodico perché bisogna considerare anche mese draconico (intervallo di tempo tra due passaggi consecutivi della luna nel suo nodo ascendente).

    Le variabili sono molteplici considerando anche lo spostamento della linea degli absidi (tra nodo e nodo) in circa 8,8 anni, il ciclo di Saros (18,6 anni) e il fatto che la velocità della luna è in continuo, anche se infinitesimale, aumento, rideucendo il perido di rivoluzione lunare.

    Tutto ciò rende puramente convenzionale a livello astronomico la ricorrenza del Ramadān, come d'altronde delle altre feste, creando così anche il paradosso della celebrazione delle ricorrenze in ambito islamico. Alcune scuole giuridiche, alcuni "sapienti", in particolare, ritengono, infatti, che non sia lecito celebrare le ricorrenze non propriamente islamiche (come i compleanni, ad esempio), mentre sarebbero chiaramente lecite solo tutte le festività del calendario lunare islamiche (anche se come abbiamo visto esse sono chiaramente convenzionali). Ciò rivela l'arcaico scontro fra paganesimo (legato a divinità e calendari solari) e culti arabi pre-islamici legati alla luna. Questa eccessiva repulsione verso il paganesimo ha influenzato molto la cultura araba neo-islamica, esasprendo e strumentalizzando il messaggio coranico fino a scegliere un calendario puramente lunare sinodico che ha come unico riferimento apparente le fasi lunari viste dall Terra.

    Oggi, nemmeno il calendario gregoriano fa più riferimento neanche al sole e l'unità di misura (il secondo) è tarato sulla base dell'oscillazione del cesio nell'orologio atomico e periodicamente corretto per la variabilità dell'orbita di rivoluzione terrerestre. Ogni mese di 28, 29, 30 oppure 31 giorni è frutto di un adattamento programmato della durata del mese lunare con il periodo di rivluzione annua terrestre, svincolato dalle fasi lunari.

    La tradizione vuole che il digiuno di Ramadān sia stato stabilito nel mese di Sha'bān del secondo anno dell'Egira (quindi il primo Ramadān sarebbe avvenuto circa il 26 febbraio 624 d.C.), a seguito delle rivelazioni medinesi (Corano medinese al-Baqarah, 2,183 e seg.). Questo sarebbe il momento in cui è stato istituito il digiuno per l'intero mese.

    Per celebrare realmente (in termini di rivoluzione solare annua) la ricorrenza della prima rivelazione coranica si dovrebbe andare indietro di circa 13 anni prima dell'Egira (circa il 610 d.C.) per trovare la data di inizio Ramadān in quell'anno, supponendo un calendario preislamico simile a quello attuale, ottenendo circa il 27 luglio 610 d.C., che corrisponderebbe quindi anche con l'etimologia della parola stessa del nono mese (almeno dal 604 d.C. Ramadān cadeva sicuramente in un periodo caldo, sempre supponendo che il calendario attuale corrisponda con quello preislamico).

    In realtà, bisogna anche tener presente l'istituzione del calendario (lunare) islamico risale a ʿOmar ibn al-Khattāb, durante il suo califfato (634 - 644 d.C.), due anni dopo la morte del Profeta, che fissa a ritorso l'anno 1 hijri con l'evento dell'Egira e non sappiamo l'attendibilità della precisione dei riferimenti.

    A questo punto, la determinazione dell'inizio del mese lunare attraverso l'osservazione diretta dell'hilāl diventa irrilevante e superata a fronte di una concretizzazione più razionale e programmata degli eventi, senza di fatto senza però mutare la calendarizzazione e sopratutto senza mutare il senso spirituale di questo mese.

    Tant'è vero che ad oggi, come è successo con l'inizio di questo Ramadān, l'Arabia Saudita ha annunciato di aver avvistato localmente la crescenza lunare anche se di fatto era matematicamente impossibile a livello locale e non è stata la prima volta. Naturalmente, molti paesi non obbiettano tale dichiarazione e seguono a priori le decisioni saudite, come garanzia di fedeltà della trasmissione dell'avvistamento.

    L'utilizzo di un calendario programmato e l'adattamento con la tradizione

    L'utilizzo di un calendario preventivamente programmato (sempre lunare e rispettoso dei requisiti coranici), è spesso criticato dai mausulmani tradizionalisti che impongono l'osservazione diretta locale del'Hilāl, sopratutto quando si parla dell'inizio dei mesi di Ramadān e Dhū l-hijja che determinano le due grandi ricorrenze dell'Islam. A volte si possono arrivare a differenze anche di tre giorni.

    Se da una parte abbiamo l'esigenza e ne abbiamo i mezzi per creare un calendario programmato non necessariamente legato alla visibilità locale, dall'altra si cerca di conciliare forzatamente la tradizione per mezzo di annunci di avvistamenti locali a dir poco impossibili effettuati da sedicenti studiosi dell'Arabia Saudita come del ricorrente "dott. Dr. Abdullah al-Khudairy", (ma mai contraddetti dalle autorità), pur di far coincidere il calendario programmato con l'avvistamento del'Hilāl, anche se tale calendario considera la visibilità della crescenza a livello planetario e non locale. Questo perché le autorità saudite permettono anche la testimonianza di osservatori meno esperti e quindi talvolta annuncia l'avvistamento della luna crescente può avvenire in una serata in cui nessuno dei comitati ufficiali ha potuto osservare la crescenza lunare o addirittura anche in una sera in cui la luna, in realtà tramonterebbe prima del tramonto del sole.

    Vedi ad esempio le ricerche effettuate dal Consiglio superiore della magistratura dell'Arabia Saudita (Majlis al-Qada 'al-A'la) su 42 segnalazioni di avvistamenti della luna di Ramadān, oltre la metà erano falsi che determinavano in anticipo l'inizio del mese.

    In alcuni casi si sono registrati mesi da 31 giorni che risultano scomodi alla tradizione islamica che impone mesi da 29 o 30 giorni al max., in questi casi, si è convenuto registrare due giorni (28 e 29 dicembre 2007) con il 19 Dhu 'l-Hijja 1428 AH, contando quest'ultimo due volte, quindi.

    Ufficialmente, ancor oggi, i calendari islamici programmati vengono utilizzati solo "a scopo civile", anche se, in realtà, nell'utilizzo pratico quotidiano è il calendario gregoriano a fare da padrone, la data islamica viene effettuata per conversione dalla data gregoriana.

    In un quadro di rispetto e di valorizzazione dei fondamenti della religione a discernimento dalla tradizione, la determinazione dell'inizio del mese non può essere importante quanto il contenuto, quanto il valore e il senso del mese di digiuno stesso. Anche se i mesi venissero fissati a priori per semplificare la vita, in un calendario comunque prettamente lunare, ma programmato, a conti fatti non cambierebbe nulla sull'importanza del digiuno in sé, ottenendo spesso lo stesso risultato coincidente per l'inizio dei mesi.

    In effetti, è il Corano stesso che afferma che l'uso dell'osservazione lunare funge da computo del tempo, puramente convenzionale, ma non necessariamente esclude altri sistemi di calcolo. Se allora un tempo, l'unico metodo affidabile era certamente l'osservazione lunare ed il lasso di tempo storico era relativamente breve tanto da non percepire le variazioni temporali su larga scala, oggi non è più così: perché comunque questo metodo dà origine alle problematiche suddette e i metodi di calcolo astronomico sono certamente più evoluti. D'altronde, il calendario lunare è utilizzato solo ed esclusivamente per le festività religiose, per il resto è stato abbandonato in favore di quello gregoriano, obiettivamente più pratico.

    I calendari moderni programmati preventivamente definiti

    Calendari islamici programmatiOggi, nonostante la tradizionalità resti ferma sulla determinazione dei giorni del calendario islamico sulla base dell'osservazione diretta e locale dell'hilāl, gli stessi paesi islamici, in collaborazione con molti astronomi, hanno suggerito, ed alcuni anche adottato, i calendari lunari islamici già programmati che vengono usati tutt'oggi, ad esempio, nei convertitori automatici di data; si basano sui seguenti criteri.

    • 1. Calendario denominato "The Umm al-Qura Calendar of Saudi Arabia" elaborato dall'l'Istituto di ricerche astronomiche e geofisiche "Abdulaziz King City" (KACST) a Riyadh (Arabia Saudita), è attualmente quello adottato dall'Arabia Saudita per "scopi civili". L'attuale ultima revisione di tale calendario prevede che dal 1423 AH (15 marzo 2002) se il 29° giorno del mese lunare sono soddisfatte le seguenti condizioni: la congiunzione geocentrica si verifica prima del tramonto e la luna tramonta dopo il sole, allora il giorno seguente sarà i primo del mese lunare successivo, altrimenti, in caso contrario, il mese lunare durerà 30 giorni. Tutti i calcoli si basano sulle seguenti coordinate per la Grande Moschea della Mecca: 21° 25,34' Nord, 39° 49,57 'Est. L'inizio dei mesi di Muharram, Ramadān e Dhū l-hijja sono comunque regolati dall'annuncio delle autorità saudite. In arabia Saudita, comunque, viene usato anche un calendario su base zodiacale per celebrare alcune ricorrenze fiscali e di festività nazionali con cadenza "solare".
    • 2. Calendario approvato dal "Fiqh Council of North America Calendar" che prevede l'orario dell'alba della luna nuova avvenga prima dell'orario del tramonto del sole a Mecca e il tramonto lunare avvenga successivamente al tramonto solare a Mecca. ‘Īd al-’Adhá (il 10 Dhū l-hijja), stabilito dalla Supreme Court of Saudi Arabia determinerà il giorno (yaum 'Arafah) dell'Hajj (il pellegrinaggio).
    • 3. Calendario denominato: "Global Islamic Calendar", illustrato nel sito "Time & Strategy", stabilito durante il "1st Global Calendar Meeting in Morocco, November 2006", ridiscusso in seguito durante il "2nd Emirates Astronomical Conference, May 30, 2010" sostenuto anche da moonsighting.com. Prende come punto di riferimento l'International Data Line (IDL - linea internazionale del cambio di data) è il posto migliore per essere utilizzato come punto di riferimento, perché non attraversa grandi masse di terra ed è già noto al mondo come una linea di divisione che cambia la data quando la si attraversa. Con questo metodo utilizzato, viene considerata valida solo la parte della curva di visibilità della crescenza lunare calcolata come visibile ad occhio nudo (dai diagrammi), per identificare l'inizio di ogni mese, tenendo conto di 3 macroaree geografiche definite (vedi: Time & Strategy).
    • 4. Calendario denominato: "Tabular kuwaiti islamic calendar" sviluppato dalla Microsoft, che non ne fornisce i dettagli. Il sistema di intercalazione è (2, 5, 7, 10, 13, 15, 18, ​​21, 24, 26 e 29) come nel calendario di Ulugh Beg del XV sec. d.C.
    • 5. Calendario denominato: "The Islamic Calendar of Makkah".
    • 6. Universal Hejric Calendar (UHC) adottato da Giordania e Algeria. L'UHC divide il mondo in due marco-regioni: una orientale (da 180 E a 20 W) e quella restante denominata occidentale.

     


     

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    Fonti

    • Il Corano a cura di A. Ventura trad. di Ida Zilio-Grandi  - 2010 Mondadori
    • Il Corano a cura di Hamza R. Piccardo 1994/1999 Newton & Compton Editori
    • al-Bukhari -as-Sahīh (al-Jāmiʿ as-Sahīh al-musnad al-mukhtahar min umūr Rasūl Allāh wa sunanihi wa ayyāmihi - Sunna)
    • Abū ʿAbd Allāh Muhammad al-Bukhārī - al-Jāmiʿ Sahih - Sunna
    • Mohammad Ali Amir-Moezzi - Dizionario del Corano - Ediz. italiana a cura Ida Zilio-Grandi - 2007
    • Zulfiqar 'Ali Shah - The astronomical calculations and Ramadan - A fiqhi discourse -
    • Khalid Shaukat - Summary of Morocco Conference on Experts’ Meeting to Study the Subject of Lunar Month’s Calculation among Muslims - Rabat, Morocco, November 9-10, 2006
    • Adriano Cappelli - Cronologia, Cronografia e calendario perpetuo - Hoepli 1998
    • Domenico D’Amato - Andrea Miccoli - Appunti di astronomia 2008/2009 - Associazione pontina di astronomia
    • Mohammad Ilyas - A Modern Guide to Astronomical Calculations of Islamic Calendar, Times & Qibla,'' Berita Publishing - 1984
    • Robert Harry van Gent - The Umm al-Qura Calendar of Saudi Arabia - History of Astronomy
    • Waleed Muhanna - Islamic Calendar - History and Motivation - 1992 - alinaam.org.za
    • Il calendario islamico per diversi paesi del mondo - Makkah Calendar.org

    Seminari e conferenze sul tema dei calcoli astronomici per la determinazione dell'inizio dei mesi lunari islamici

    • Prima sessione del Comitato per il Calendario Hijri unificato tenutosi ad Istanbul dal 27 al 30 novembre 1978
    • Decisione n.18 del III Convegno del Consiglio Mondiale di Fiqh (1986)
    • Morocco Conference on Experts' Meeting to Study the Subject of Lunar Month's Calculation among Muslims - Rabat, Morocco, November 9-10, 2006;
    • XIX seminario tenutosi a Istanbul indetto dal Consiglio Europeo per la Fatwa e la Ricerca dal 8 al 12 Rajab 1430 / dal 30 giugno al 4 luglio 2009;
    • European Symposium on the Islamic calendar -  Hijri calendar in the light of astronomical data a Parigi (04-05 febbraio 2012) oraganizzato da Union of the Islamic Organizations in cooperazione con l'European Council for Fatwa and Research e la Federation of Islamic Organizations in Europe, alla presenza del Prof. Nidhal Guessoum, Head of Physics and Astronomy at the American University in Sharjah
    • Convegno internazionale degli esperti di diritto islamico e di astronomia per stabilire l'inizio dei mesi lunari organizzato da Consiglio del Fiqh e dalla Lega del Mondo Islamico a Mecca (11-13 febbraio 2012) che ha ritenuto NON sia necessario tenere conto della diversità dei luoghi di avvistamento e di seguire l'avvistamento mondiale anziché quello locale data la genericità dell'indicazione contenuta nel hadìth "digiunate al suo avvistamento e interrompete il digiuno al suo avvistamento".
    • seminario di studio e approfondimento tenutosi a Brescia nel 2012 e 2013 e Bologna l'11-12 Sha'bàn 1436 h / 30-31 maggio 2015 “Gli orari delle preghiere e l’inizio dei mesi lunari”, organizzato dall'Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose;
    • Ing. Mohammad Shawkat Odeh, responsabile del ICOP's scientific committee, membro de Emirates Society of Astronomy



     

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