Islām e terrorismo: Combattere il terrorismo grazie ad una corretta e attuale interpretazione della sharī'ah

Un invito a riformare la sharī'ah partendo dal Corano stesso e a individuare nel libro sacro i passaggi che condannano la violenza e il fanatismo, promovendo la convivenza, il rispetto delle leggi laiche dei paesi, il rispetto verso le altre religioni. Si rende necessario demistificare l'IS o ISIS o Da'esh, che non è altro che una organizzazione criminale finanziata da poteri economici occulti.

11 gennaio 2016 - autore: 'Alī M. Scalabrin e Rachida Razzouk
Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2017

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Islam e terrore: ha senso parlare di "terrorismo islamico"?

Aldilà delle questioni geopolitiche, economiche e neo-coloniali che stanno sicuramente alle spalle sia degli attentati che delle conseguenze strategico politiche che ben poco hanno a che fare con la religione in sé, è palese constatare che, apparentemente, i recenti episodi relativi ad attentati terroristici sono formalmente rivendicati in nome di una determinata perversa ideologia che prende in causa la religione islamica, nonostante, come sia stato ampiamente ben documentato, gli autori di questi spregevoli gesti non siano proprio definibili come "musulmani devoti e praticanti".
La diffusione mediatica delle atrocità commesse dai terroristi, che hanno insanguinato Parigi lo scorso 13 novembre, ha contribuito certamente a riaccendere il dibattito sul cosiddetto “terrorismo islamico” o "terrorismo di matrice islamica” o “terrorismo islamista”.

Ma intanto, queste accezioni linguistiche sono lecitamente e correttamente esprimibili in riferimento ai recenti tragici episodi?

C’è da dire che i due termini: un sostantivo e un aggettivo, non vanno proprio a braccetto. Si unisce così un sostantivo che sta ad indicare una serie di "azioni criminali violente, premeditate ed atte a suscitare clamore come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, dirottamenti a danno di collettività o enti quali istituzioni statali e/o pubbliche, governi, esponenti politici o pubblici, gruppi politici, etnici o religiosi" (Wikipedia ITA), con un aggettivo qualificativo che ne specifica l'appartenenza rispetto al sostantivo corrispondente, ovvero è come dire “terrorismo dell'Islam”, “terrorismo della religione islamica”, supponendo, così, che il terrorismo sia parte integrante della religione islamica e non sia il frutto di una perversa e deviante ideologia che prende, invece, a pretesto una rigida e inattuabile interpretazione delle fonti islamiche.
Quindi non si tratta di terrorismo di musulmani che lo compiono, ma terrorismo della religione islamica in sé.
L'aggettivo "islamico", intanto, deriva certamente dall'arabo "islamiy", nella sua versione maschile, (plurale: Islāmiyyūn) che sta ad indicare appunto l'aggettivo di ciò che ha a che fare con l'Islàm. Come ad esempio sharì'ah al-Islāmiyya per indicare la legge islamica, ma non può essere usato invece da sostantivo: "islamico" per indicare colui che è di fede islamica, perché l'accezione corretta è invece "musulmano", che deriva dall'arabo muslim, ovvero colui che è sottomesso a Dio, che in italiano assolve alla duplice funzione di sostantivo e di aggettivo.

Negli ultimi 15-20 anni, l'associazione musulmani-terroristi è diventata così presente e così pressante a livello mediatico che si insinuano nel tessuto sociale alcuni luoghi comuni che non trovano, però, oggettivo riscontro nei fatti. La frase che sentiamo spesso pronunciare è che "non è vero che tutti i musulmani sono terroristi, ma (sarebbe) altresì vero che tutti i terroristi sono musulmani".

Definirsi "musulmani"- Chi sono questi terroristi? - Alle origini del fenomeno del radicalismo islamista moderno

A parte il fatto che non è comprensibile definire "musulmano" una persona, sulla base dello stesso criterio con cui in occidente si definisce un individuo "cristiano", ovvero, nella maggior parte dei casi, sulla base della propria proveninza etnico-famigliare, il termine "musulmano" deriva dall'arabo "muslim", participio di aslama, che deriva a sua volta dalla radice radice araba S,L,M, (salam), da cui Islâm, termine intimamente connesso all'accettazione e alla remissione nei confronti del patto divino che implica l'obbligo di vivere secondo la Volontà divina.

La radice araba della parola dalla quale è derivato il vocabolo Islâm ha due significati: «pace» e «resa», da cui consegue che si chi arrende alla Volontà divina ottiene la pace. Il concetto contentuo nella parola Islâm è che attraverso l'impiego dell'intelletto che distingue fra l'Assoluto e il relativo, si giunge, secondo la teologia islamica, ad arrendersi alla volontà dell'Assoluto. Questo, in sé, è il senso del termine 'musulmano': una persona che ha accettato per libera scelta in condizioni di libero arbitrio, impiegando il proprio intelletto, di adeguare la propria volontà al volere divino, accettando una legge divinamente rivelata, trasmessa all'uomo fin da Adamo.

Definirsi "musulmano" comporta, quindi, il rispetto di determinate condizioni dell'essere che sono parte integrante della sharì'ah. Oltre alle pratiche di culto (fiqh al-'ibādāt), in cui rientrano i cosiddetti cinque pilastri dell'Islām (Arkān al-Islām), che rappresentano i fondamenti essenziali e obbligatori del credo islamico, vi sono anche le pratiche e alle relazioni sociali (fiqh al-mu'āmalāt) che sono strettamente integrate all'essere musulmano.

Non sta certo a noi certamente sindacare chi è più musulmano rispetto ad un altro, ma definire "musulmani" i terroristi di Parigi, che, stando alle fonti ufficiali, che conducevano una vita alquanto "movimentata", fra alcool, droga, reati penali, rapporti sessuali liberi da vincoli matrimoniali, (per alcuni probabilmente anche rapporti gay), senza un minimo di spiritualità e devozione, ma con un evidente mancanza anche di conoscenza delle fonti religiose e chiaramente fino ai suicidi, pluri-omicidi e terrorismo, sarebbe una scelta infelice e ardua da esprimere.

Qui, infatti, non si tratta di criticare un fedele, ritenedolo "non musulmano", perché non compie l'orazione a tempo debito, sebbene sia obbligatoria, qui si tratta di avere intenzioni, compiere atti e trasgredire ai principi base di salvaguardia e integrità morale dell'umanità che l'Islàm stesso definisce.

Come Hasna Ait Boulahcen, dipinta dai media come la prima donna kamikaze europea, che beveva alcool, non spaveva nulla del Corano, ma, improvvisamente, da solo un mese indossava il velo e non conduceva una vita sessuale abbastanza libera come fino ad ora, ufficialmente fattasi esplodere nell' appartamento di Saint-Denis durante il blitz delle forze speciali, per poi scoprire che le foto pubblicate un pò ovunque non erano sue, ma di un'altra donna marocchina, che vive in Marocco, mai stata a Parigi e in realtà, non indossava lei il giubbetto esplosivo che l'avrebbe portata alla morte.

Da una parte è vero che il contesto sociale, in cui vivono questi terroristi riporta alcune problematiche generate essenzialmente da carenze, trascuratezze e una pressoché totale mancanza di volontà nell'affrontare le politiche migratorie e urbanistico-sociali, per cui maturano e si aggrappano certi tipi di ideologie perverse, sia merito anche delle condizioni socio-psicologiche in cui molti di loro si inseriscono e più spesso, nascono direttamente in un tessuto sociale a cui sentono di non appartenere, né come cittadini francesi, europei, né come cittadini di orgini arabe.

Loro aderiscono a queste cellule non tanto per l'Islàm in sé o per quel che afferma la sharì'ah, ma perché hanno in comune un nemico, ovvero l'occidente e ciò che ne rappresenta. E loro, essendoci nati, hanno potuto "assaggiarlo", "viverlo" questo occidente, nelle sue contraddizioni e dopo averlo gustato a fondo nelle sue tipiche libertà occidentali, fino a trasgredire e commettere anche reati, quasi nel voler toccare il "male" nel suo ambiente e subito redimersi con un atto eclatante che richiami, anche violentemente, la riconquista dei valori morali.

Sì sentono come parte di una resistenza contro l'imperialismo e il neo colonialismo occidentale. Di fronte ad un futuro incerto, dominato dalla mancanza di prospettive e sopratutto dalla mancanza di protagonismo e di riscatto personale, l'obbiettivo e la prospettiva illusoria di contribuire alla formazione di un progetto di riscatto della moralità e dell'integrità di una ummah sfacettata e corrotta e indebolita, di fronte anche al fatto che il neocolonialismo vuole le ricchezze dei paesi arabi e musulmani sotto il dominio del colonizzatore, con la complicità del dittatore di turno, di fronte a tutto ciò l'aspirante terrorista, magari anche cittadino europeo nativo di seconda e terza generazione, di origini siriane, marocchine, algerine, tunisine, che sia, a cui non viene offerto nulla e che non si ritene per nulla fortunato di esser nato qui, cerca la redenzione, non attraverso un processo spirituale di presa di coscienza, ma attraverso un processo di militarizzazione dell'individuo per reagire a questo male d'essere fino anche al martirio, quali eroi, forti di un passato oscuro, ma poi come "liberati". Si sentono così partecipi della creazione di uno stato, di un'identità.

Tutta esteriorità, nessuna interiorità, nessuna spiritualità in questo processo di riscatto, unita chiaramente ad una superficialità nell'impegno nello studio delle fonti che necessariamente l'Islàm, rispetto alle altre religioni, il cui credo è essenzialmente stabilito da un'autorità, normalmente richiede. Si ritrovano a nascere musulmani, ma senza un'identità normalmente preservata da un contesto, come quello arabo, né arabi, né europei del tutto.

Ma il fattore socioeconomico è anche conseguenza inevitabile del neocolonialismo e delle guerre che portano alla distruzione, non possiamo comprendere globalmente tale fenomeno, senza considerare gli effetti negativi dei post-guerre neocoloniali e delle ingerenze occidentali nel bacino mediorientale.

Olivier Roy, infatti, scrive: "l'islamizzazione delle periferie europee è un fenomeno reale, ma tutto sommato marginale: le scelte dei giovani di periferia - che riguardino l'abbigliamento, l'alimentazione (fast food), la musica (rap), la lingua, ecc. - sono manifestazioni più di una sottocultura urbana occidentale che di una reislamizzazione. I movimenti radicali islamisti (…) funzionano più come sette in seno alle stesse popolazioni musulmane, che come avanguardia rivoluzionaria di un movimento di massa. Mancano loro i collegamenti, i sindacati e le associazioni. Di fatto non si può vedere nel radicalismo islamico una conseguenza dell'esclusione sociale, non solo perché molti militanti (lo stesso Bin Laden, ad esempio) non hanno niente di marginale in termini socioeconomici, ma soprattutto perché questo radicalismo è la conseguenza di una mutazione dell'islam contemporaneo, marginale ma fin troppo visibile".

"Non si può capire il radicalismo islamico se non si comprende che riprende (e islamizza) un'area tradizionale di contestazione, che si tratti di anti-imperialismo, di mobilitazione degli spazi di esclusione sociale e di radicalizzazione dei giovani intellettuali. Ogni aggravarsi del conflitto palestinese, ogni intervento militare americano nella regione non può che rafforzare un anti-americanismo condiviso ormai da tutti gli strati della popolazione musulmana e che spiega il passaggio all'azione di suoi membri. Ma questa violenza non è islamica: è antimperialista. Sono i postumi della de-colonizzazione che, con l'egemonia americana, trova improvvisamente una nuova dimensione".

Nel quadro di comprensione delle radici del malcontento che hanno scatenato lo scoppio di una ideologia oltranzista e violenta, alla quale si aggrappano questi terroristi, anche il noto studioso Massimo Campanini, docente di Islamistica e Storia dei Paesi Islamici presso l’Università di Trento, già docente di Civiltà islamica nella Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele oltre ad aver insegnato per quasi sei anni Storia contemporanea dei Paesi arabi nella Facoltà di Studi Arabo-Islamici e del Mediterraneo dell'Università degli studi di Napoli "L'Orientale", il quale ritiene che non si può considerare tale fenomeno come fine a sé stesso e svincolato dal contesto storico culturale dell'area arabo-islamica, «dal colonialismo, con l’espropriazione violenta della libertà e della cultura dei popoli afro-asiatici (e musulmani) in seguito all’espansione imperialistica» sino «ai disastri provocati dalle aggressioni militari americane in Afghanistan e Iraq tra il 2001 e il 2003 con la liberazione di schegge impazzite che si sono riciclate nell’ISIS e hanno costituito il nerbo di un esercito che però ha dovuto avere altri finanziatori» regione per decenni dominata da regimi dittatoriali – per altro sostenuti dall’Occidente che ipocritamente predica una democrazia a suo uso e consumo – che hanno annientato la società civile dei popoli musulmani».

E' su queste basi che attecchisce la propaganda e il richiamo al Jihad, strumentalmente intepretato come conquista di territori al di fuori del concetto (che ormai dovrebbe esser superato) di Dar al-Islam, strumentalmente intepretato come costruzione di uno Stato sovrano governato da una distorta e deviata intepretazione della sharì'ah, il cui unico scopo si inquadra in un discorso esclusivamente egemonico ed economico e ben poco religioso.

 

Lista principali attentati terroristici ufficialmente attribuiti ad una matrice "islamista" dal 1993 ad oggi

Che di islamico hanno ben poco, per non dire nulla.

Vale la pena ricordare, quindi, in un breve elenco, alcuni dei più eclatanti e spregevoli attentati terroristici ufficialmente ricondotti ad una matrice cosiddetta “islamica” degli ultimi 20 anni.

  • 26 febbraio 1993, New York city,  esplosione al parcheggio sotterraneo del WTC, 6 morti a opera del kuwaitiano Ramzi Yusuf. Shaykh ʿOmar ʿAbd al-Rahman, leader spirituale della al-Gama'at al-Islamiyya, viene portato in giudizio
  • Operazione Bojinka. Si tratta di un progetto di una serie attentati, parzialmente realizzato tra dicembre 1994 e gennaio 1995, condotto da un gruppo di terroristi dalle Filippine che volevano assassinare Papa Giovanni Paolo II, far saltare 11 aerei di linea in volo dall'Asia agli Stati Uniti con l'obiettivo di uccidere circa 4.000 passeggeri e far schiantare un aereo nel quartier generale della CIA a Fairfax County in Virginia. In parte realizzato con la bomba del volo 434 della Philippine Airlines dell'11 dicembre 1994. L'ideatore Ramzi Yousef.
  • Attacco all'ambasciata egiziana a Islamabad in Pakistan, 19 novembre 1995, 17 morti, si accusa la Jihad islamica egiziana di Al-Zawahiri
  • Massacro di Deir el-Bahari (Luxor - Egitto), 17 novembre 1997. 62 uccisi a colpi di armi automatiche e coltellacci. Venne attribuito alla al-Jama'at al-Islamiyya.
  • Operazione Millennium Plot: Una serie di attacchi terroristici progettati per accadere attorno al 1 gennaio 2000, con il bombardamento di quattro siti in Giordania, (hotel Radisson di Amman , il confine tra Giordania e Israele, Monte Nebo , luogo sacro cristiana e un sito sul fiume Giordano , dove la tradizione vuole che Giovanni Battista sia stato battezzato Gesù), il bombardamento di Los Angeles International Airport ( LAX), e il bombardamento della USS Sullivans (DDG-68). Il progetto venne sventato e non andò mai in porto.
  • 12 ottobre 2000: attentato al cacciatorpediniere americano USS Cole, ormeggiata nel porto di Aden (Yemen), 17 morti e 39 feriti
  • I ben tristemente noti fatti dell'11 settembre 2001, a New York, quasi 3 mila morti che non hanno bisogno certo di commenti.
  • Isola di Bali, 12 ottobre 2002, zona turistica di Kuta, 3 bombe causarono la morte di 202 persone. L'attentato venne attribuito alla della Jemaah Islamiyah.
  • 23 26 ottobre 2002: Crisi del teatro Dubrovka a Mosca in cui vengono sequestrati e tenuti in ostaggio circa 850 civili da parte di un gruppo di 40 militanti armati ceceni che rivendicavano fedeltà al movimento separatista ceceno, fino alla risoluzione con l'irruzione delle forze speciali russe Specnaz che provocarono la morte di 129 ostaggi e di 39 combattenti ceceni, tramite l'utilizzo di un gas letale.
  • Casablanca (Marocco), 16 maggio 2003, 14 kamikaze in 5 luoghi diversi (l’Hotel Faran, il Circolo dell’Alleanza israelita, la Casa de Espana, il cimitero israelita e il ristorante Positano, frequentato prevalentemente da soldati americani), decisero di farsi saltare in aria. Negli attacchi morirono 45 persone, tra cui anche un italiano. Per gli attacchi, non arrivò mai una rivendicazione. Il governo del re Mohammed VI reagì, da subito varando una legislazione speciale anti-terrorismo e arrestando quasi 100 persone in pochi giorni. In agosto dello stesso anno il Tribunale di Casablanca emana la sentenza di pena capitale per tre attentatori (Mohamed El Omari, 23 anni, Rachid Jalil, 27 anni e Yassine Lahnech, 22 anni) che si "pentirono" all'ultimo momento e per una quarta persona, (Hassan Taousi), un integralista islamico, forse il capo, che i giudici hanno ritenuto comunque coinvolto nella vicenda, tutti attribuiti appartenenti alla "salafiyya jahidiyya". In tutto, sono state giudicate 87 persone. Trent’anni di reclusione per gli altri tre ideatori dell'organizzazione integralista islamica, accusati di associazione sovversiva, attentato contro la sicurezza dello Stato, sabotaggio e incitazione alla violenza: un maestro, Mohammed Fizazi, un docente di filosofia, Abdelkrim Chadli, e un mercante ambulante, Omar Haddouchi.
  • 11 marzo 2004 a Madrid (Spagna), 191 vittime e circa 2 mila feriti.
  • Russia 2004 Attentato ferroviario a Stavparol (46 vittime);
    2004 Attentato ferroviario a Mosca (40 vittime);
    2004 Attentato aereo a Tula Oblast (89 vittime);
  • 01-03 settembre 2004 Strage di Beslan (Ossezia del Nord): nell'attacco a una scuola i 32 terroristi ceceni, fra cui anche due donne suicide, tennero in ostaggio 1127 persone fino all'irruzione delle forze speciali russe; tra le vittime 334 furono i civili, 11 i soldati russi e 31 i sequestratori. L'assalto venne rivendicato il 17 settembre 2004 da Šamil' Basaev (leader dei separatisti ceceni), nominato vice-premier del governo indipendentista della Cecenia in seguito all'uccisione del moderato Aslan Maschadov da parte dell'esercito russo e morto nel luglio 2006, ma Il leader separatista Aslan Maschadov negò immediatamente che le sue forze fossero in alcun modo coinvolte nell'assedio, attraverso un comunicato ufficiale emesso dal suo diplomatico Achmed Zakaev a Londra, e diede la colpa a quello che lui definì un gruppo fondamentalista locale. Almeno due anglo-algerini erano fra i terroristi identificati come partecipanti attivamente all'attacco: Osman Larussi e Yacine Benalia. Un terzo, cittadino britannico, Kamel Rabat Bouralha, arrestato mentre tentava di lasciare la Russia immediatamente dopo l'attacco, fu sospettato di essere uno degli organizzatori chiave. Tutti erano in qualche modo collegati alla moschea di Finsbury Park nel nord di Londra. Test di medicina forense stabilirono che 21 dei terroristi assunsero eroina e tre marijuana.
  • Londra 07 luglio 2005 una serie di esplosioni nella metropolitana causarono la morte di 56 persone 4 attentatori suicidi. L'attentato avvenne proprio mentre nel Regno Unito, nei pressi di Edimburgo, si stava tenendo il 31º vertice del G8. Si racconta che una società di sicurezza privata, la Visor Consulting, stesse conducendo un’esercitazione che “simulava” gli attacchi poi effettivamente perpetrati da “Al Qaida”.
  • 9 novembre 2005 tre attacchi terroristici ad Amman (Giordania),  63 morti
  • Mumbai (India) - 13 luglio 2006: sette bombe sul treno della ferrovia suburbana di Mumbai (209 morti)
  • Casablanca (Marocco), 12 marzo 2007, attentato suicida al café contro il corteo di automobili che trasportano l'ex primo ministro Benazir Bhutto, a 2 mesi dal suo assassinio, 180 morti
  • Casablanca (Marocco), 14 aprile 2007 due fratelli si fanno esplodere
  • Karachi - Pakistan - 18 ottobre 2007, attacco suicida
  • Marrakech (Marocco), 28 aprile 2011 presso il Café Argana in piazza Jamaa el Fna (16 morti). Inizialmente i sospetti (dettati soprattutto dall'intelligence francese) si orientarono verso un certo Abdellatif Zahraoui, islamista ricercato per un'aggressione mortale in un café di Tangeri, ma durante il blitz per la sua catttura egli si suicida e comunque verrà accertato che non si sarebbe mai mosso. Successivamente, le indagini marocchine portarono all'arresto  nella sua casa di Safi, senza opporre resistenza e alla successiva pena capitale di Adil Al-Atmani (o Othmani) già condannato a morte, in prima istanza e la stessa condanna per il suo principale complice Hakim Dah. Inizialmente, Al-Atmani riconosce le sue colpe dinnanzi al giudice istruttore, in seguito ritratterà e si proclamerà sempre innocente. L'ex tenente delle Forze Armate Reali (FAR), ora esule politico a Madrid, Abdelillah Issou, in un video su youtube, denuncia apertamente il governo marocchino di essere dietro l'attacco e annuncia l'istituzione di uno "stato d'assedio", da parte del regime su tutto il territorio nazionale
  • Attentato alla maratona di Boston (USA), il 15 aprile 2013 a opera ufficialmente di due fratelli ceceni/avari, Dzochar Anzorovic Carnaev e Tamerlan Anzorovic Carnaev. (3 morti e 264 feriti). Entrati nel 2002 negli USA come rifugiati, dicono di essersi ispirati,  in parte, alle prediche di Anwar al-Awlaki. Tamerlan era un aspirante boxer.
  • 17 maggio 2013 a Casablanca 45 morti in 5 attentati simultanei da parte del Gruppo islamico combattente marocchino
  • Maggio e giugno 2011: attacchi di Boko Haram in Nigeria
  • gennaio 2012: serie di attentati di Boko Haram in Nigeria
  • 21 settembre 2013 centro commerciale Westgate Nairobi Kenia, 60 morti
  • Il 24 maggio 2014 a Bruxelles (Belgio), Mehdi Nemmouche apre il fuoco all’interno del Museo ebraico della capitale belga, uccidendo quattro persone, di cui due cittadini israeliani alla vigilia delle elezioni politiche europee.
  • Parigi 7 gennaio 2015 attentato alla sede del giornale Charlie Hebdo 20 persone morte, compiuto ufficialmente da Saïd e Chérif Kouachi, già noti alle forze dell'ordine sin dal 2008. Nell'attentato muore anche Bernard Maris, noto economista francese. Il 18 giugno 2015 è calato il segreto di Stato sulla strage al settimanale satirico. Molti giudici hanno protestato apertamente chiedendo la possibilità di investigare sul passato dei fratelli Kouachi e, soprattutto, su quello di Ahmedy Coulibaly. Non possono più. Tutto è stato coperto dal segreto di Stato.
  • Parigi 9 gennaio 2015, Ahmed Coulibaly, già condannato per furto di armi nel 2001 e arrestato per aver aiutato il terrorista Smaïn Aït Ali Belkacem in un'evasione, ufficialmente complice degli attentatori alla sede di Charlie Hebdo uccide una poliziotta e quattro persone in un supermercato kosher ebraico della catena HyperCacher a Parigi. Inizialmente, l'agenzia tedesca DPA diffuse la notizia secondo cui uno sceicco di Da'esh, un certo, Abu Sa'd al-Ansari, avrebbe attribuito l’attacco alla propria organizzazione durante il suo sermone (khutba) del venerdì in una moschea di Mosu, ma sorsero alcuni dubbi sull'identità del fantomatico Imam, già apparso precedentemente in merito ad un commento sulla destinazione del budget dell’ISIS. Ma ciò andava in contrasto con ciò che scriveva Corinne Rey dalle colonne di l’Humanité, che l'08 gennaio riportava la frase di uno degli attentatori durante l’attacco: «Siamo di al-Qa‘ida» Il 09 gennaio, l'attentato veniva rivendicato da Al-Qā'ida nella Penisola arabica (Ansar ash-Sharì’ah - AQAP) nello Yemen, attraverso un tweet in arabo da parte di un certo Bakhsaruf al-Danqaluh, funzionario di AQAP. Saïd e Chérif Kouachi avrebbe avuto  legami con il noto terrorista yemenita Anwar al-Awlaki, deceduto nel 2011 in seguito ad un attacco di drone americano nelloo Yemen. Una fonte anonima di Al-Qā'ida nella Penisola arabica, il 09 gennaio, avrebbe anche rilasciato una dichiarazione secondo cui l'ultimo numero della pubblicazione jihadista "Inspire Magazine", (di base yemenita attiva dal 2010), edito a dicembre 2014, avrebbe contenuto anche un indizio prefigurava l'attacco a Charlie Hebdo. Le agenzie di intelligence amnericane, attraverso Agence France Press, hanno rivelato che i fratelli Said e Cherif Kouachi sarebbero stati più volte per lo Yemen 2009-2013, inoltre Said avrebbe studiato presso l'Università Iman di Sana'a, fondata da predicatore radicale yemenita Abdel Majid al-Zindani, (1942-vivente). Il 14 gennaio, infine, veniva infine diffusa un’altra rivendicazione di AQAP, nella quale compariva uno dei più importanti leader del gruppo, Nāsir bin 'Alī al-Ansī. Nel video di rivendicazione, sventola una bandiera che richiama a Da'esh sebbene compaiano le immagini dei due fratelli Kouachi (affiliati ad AQAP) e non di Ahmedy Coulibaly, che invece si era dichiarato appartenente all’ISIS.
  • 3,7, 10 e 11 gennaio 2015: numerosi sanguinari attacchi di Boko Haram in Nigeria utilizzando anche bambine imbottite di esplosivo, si parla di circa 2 mila morti.
  • Attacco al museo nazionale del Bardo a Tunisi il 28 marzo 2015
  • 19 Aprile 2015, Villejuife (Francia), lo studente d’informatica 24enne Sid Ahmed Ghlam viene arrestato prima di compiere un duplice attentato in due chiese nella valle della Marna, località che si trova nella Francia centro-settentrionale.
  • Spiaggia di Sousse (Tunisia) il 26 giugno 2015 (39 morti)
  • Lo stesso giorno, l’impianto di gas industriale Air Products, a Saint-Quentin-Fallavier, (Francia), nel Dipartimento di Isère nella regione Rodano-Alpi, è presa d’assalto da Yassin Sahli, che decapita il suo capo e prova a far saltare il deposito di bombole di gas facendo scoppiare un incendio.
  • Il 21 agosto 2015 sventato attentato nel treno Thalys Amsterdam-Parigi, di cui si rese protagonista il marocchino Ayoub el-Qahzzani. L’arma che tiene in mano si inceppa e viene bloccato da quattro persone tra cui due soldati americani in licenza.
  • Il 10 ottobre 2015 ad Ankara durante una marcia per la pace organizzata da filo-curdi 128 morti 
  • Aereo russo caduto nel Sinai il 31 ottobre 2015 (224 vittime)
  • Il 12 novembre 2015 a Beirut 43 morti in un attentato 
  • Teatro Bataclan, stadio de France e tre ristoranti parigini (129 morti)
  • Il giorno seguente (14 novembre) in concomitanza con l’inizio del G20 ad Antalya, un attacco suicida ferisce 4 agenti polizia 
  • 20 novembre 2015: attacco all'hotel Radisson Blue di Bamako in Mali, 19 morti, rivendicata da al-Mourabitoun, gruppo salafita affiliato a al-Qaeda nel Maghreb
  • 24 novembre in Egitto e a Tunisi
  • 05 dicembre 2015, Koulfoua (Ciad) serie di attentati suicidi condotto dal gruppo di Boko Haram. 28 morti e un'ottantina di feriti.
  • 12 gennaio 2016 Sultanahamed - Istanbul. 10 morti, attentato kamikaze da parte di Nabil Fadli, cittadino siraino, nato in Arabia Saudita e richiedente asilo in Turchia.
  • 15 gennaio 2016, Burkina Faso, duplice attentato all'hotel Splendid e il bar ristorante Le Cappuccino, nel centro di Ouagadougou, una trentina di morti. Strage rivendicata da Al Mourabitoun.
  • 13 marzo 2016: Costa d'avorio , commando attacca due resort di turisti occidentali, 14 civili e due soldati uccisi. La rivendicazione di Al Qaeda nel Maghreb
  • Attentati del 22 marzo 2016 a Bruxelles, metropolitana di Malbeek e e aeroporto nazionale di Zaventem, 35 vittime e moltissimi feriti.
  • 25 marzo 2016. Stadio di Al Asia Baghdad. 41 morti.
  • 27 marzo 2016, giorno della Pasqua cristiana. Lahore (Pakistan) 74 morti, di cui 30 bambini e 340 feriti in un attentato di kamikaze in un parco giochi per bambini. Gruppo talebano rivendica la strage. Secondo il capo della polizia di Lahore, delle vittime identificate, 14 sono cristiani e 54 musulmani.
  • 05 e 06 giugno 2016, Aktobe (Kazakistan) duplice attentato
  • 7 giugno 2016, Istanbul, 12 morti e 42 feriti, vengono accusati e arrestati membri del PKK
  • 09 giugno 2016, Baghdad, doppio attentato suicida, oltre 27 morti
  • Notte tra l'11 e il 12 giugno 2016. Strage in un club gay di Orlando (Florida): 50 morti, uccisi da Omar Mateen, cittadino americano di origini afghane, guardia giurata per G4S, tipo violento e instabile con un passato di abuso di steroidi, già due volte indagato dall'FBI, successivamente crivellato da 8 colpi delle teste di cuoio. Nella sua telefonata al 911 che presagiva la strage, ha detto di appartenere all'ISIS e ha parlato dei due fratelli responsabili dell’attentato alla maratona di Boston del 2013, Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev.  Dichiaratamente omofobo, ma effettivamente bisex e razzista, divorziato nel 2011 da Sitora Yusufiy, una donna di origini uzbeke conosciuta online, in quanto la picchiava continuamente e le di parlare con la sua famiglia. Mateen aveva due diverse licenze per il porto d’armi, una statale e una come guardia di sicurezza, ed entrambe sarebbero scadute nel settembre del 2017. L’Isis rivendica tramite comunicato del SITE (Rita Katz). Omar Marteen, nel suo comunicato aveva dichiarato fedeltà sia all'ISIS che ad Hezbollah, un controsenso nei termini e secondo le leggi federali degli Stati Uniti, Omar Mateen non avrebbe potuto acquistare legalmente le sue armi.
  • 01 luglio 2016, Dhakka (Bangladesh) 22 ostaggi, tra cui 9 italiani, vengono uccisi in un bar esclusivo della capitale frequentato da «expat», da un gruppo di "giovani benestanti". La strage è stata rivendficata da Da'esh e l'ideatore sarebbe stato un certo Tamim Ahmed Chowdhury, che però è stato leader di una fazione del gruppo Jamaat-ul-Mujahideen Bangladesh (Jmb), gruppo jihadista del Paese asiatico, ucciso dalle forze di polizia del paese il 28 agosto 2016. Il 18 ottobre 2016 la polizia investigativa del Bangladesh afferma di aver identificato i finanziatori della strage: il dottor Rokon Uddin, medico pediatra, Tanveer Quaderi e un ex maggiore, di nome Zahid. Il medico avrebbe lasciato il Bangladesh per trasferirsi in Siria ed unirsi all'Isis, mentre gli altri due sono morti in scontri a fuoco in date non precisate. Gli Ak22 usati nella strage sarebbero arrivati dall’India nel distretto di Chapainawabganj un mese prima dell'attenato, successivamente i miliziani li li avrebbero trasportati verso Dakka, approfittando di una grossa fornitura di mango che doveva arrivare nella capitale.
  • 02 luglio 2016, Baghdad ('Iraq), due autobombe nel quartiere sciita di Karrada. Pochi minuti dopo la mezzanotte, un camion frigorifero parcheggiato davanti ad un centro commerciale nel distretto di Karrada è esploso provocando la morte improvvisa di più di 324 persone (tra cui bambini e ragazzi minorenni) ed il ferimento di oltre duecento civili. Dopo la prima esplosione, un secondo ordigno esplosivo è stato fatto esplodere nel nord di Baghdad, in una regione abitata soprattutto da musulmani sciiti, uccidendo almeno altre cinque persone.
  • 04 luglio 2016, Medina (Arabia Saudita) tre attacchi suicida, vicino alla moschea del Profeta e a Qatif, capoluogo della regione a maggioranza sciita nell'Est del paese. Sembra sia legato agli ambienti del salafismo estremo, in risposta alla deturpazione del territorio sacro del recinto della Ka'aba casa regnante wahabista dei Saud. L'attentato avviene pochi giorni dopo l'annucio della desecretazione da parte di Obama, di parte del materiale l documento reso pubblico è noto come “File 17”, che mette in evidenza le attività sospette in particolare di quattro sauditi: Fahad al Thumairy, Omar al Bayoumi, Osama Bassnan e Mohdhar Abdullah. Il primo era un diplomatico e un imam della moschea King Fahad di Culver City, in California, generosamente finanziata dalle istituzioni wahabite di Riyadh. È sospettato di aver aiutato due dei dirottatori dopo il loro arrivo a Los Angeles e di aver dato vita ad un gruppo jihadista, accusa che ha sempre respinto. Per il ministro degli esteri saudita Adel Jubeir il “File 17” non conterrebbe alcuna informazione utile alle indagini.
  • 12 luglio 2016 - un'esplosione avvenuta in un mercato della zona di Rashidiya alla periferia nord della capitale irachena Baghdad provoca circa 13 morti.
  • 14 luglio 2016: attentato a Nizza sulla promenade del lungomare, un autoarticolato Renault, guidato da Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31-enne cittadino franco-tunisino, nato a M'saken, vicino Sousa (Tunisia), già noto alla polizia per piccoli casi di criminalità minore, in particolare violenze e uso di armi, si scaglia contro la folla  87 morti. Due giorni dopo, tramite comunicato del SITE, Daìesh rivendica l'attentato. Bouhlel è definito come taciturno, introverso, “violento”, “instabile”, “donnaiolo”, “bisessuale”, affetto da problemi psichici tra il 2002 ed il 2004, installatosi in Francia nel 2008 con la moglie originaria di Nizza da cui ha tre figli, in corso di divorzio, obbligato a pagare gli alimenti alla moglie per il mantenimento dei tre figli, impiegato come autotrasportatore da un anno e mezzo dopo un periodo di disoccupazione, è conosciuto alle forze dell’ordine solo per alcune violenze commesse tra il 2010 ed il 2016 e ha la patente per guidare i mezzi pesanti da 18 mesi circa. Personalità fragile e manipolabile, che oscilla tra la violenza famigliare e la costante ricerca di nuove donne, tra l’alcool ed i rapporti omosessualità. La pistola automatica sarebbe stata venduta da una coppia di albanesi, criminali comuni. Un suo parente in Tunisia: "Negli ultimi tempi non faceva che chiedermi dei nostri genitori. Mi aveva detto che sarebbe tornato presto a vivere a Msaken. E aveva anche cominciato a spedire telefoni cellulari e del denaro. Piccole somme. Trecento, quattrocento euro alla volta". Il 21 luglio 2016, lo stato di emergenza in Francia viene prolungato fino al 31 gennaio 2017. Il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, parlerà, per avvalorare la pista del terrorismo islamico, di un nuovo tipo di terrorista,“radicalisé très rapidement”, ossia convertitosi ai precetti dell’islamismo più radicale in sole due settimane. Dopo aver caricato la bicicletta sul camion, prima di partire B. manda un SMS “Amène plus d’armes, amènes en 5 à C.”, Il fatto che siano stati rinvenuti una pistola automatica finta, due repliche di fucili d’assalto, kalashnikov e M16 finti e il fatto che l'11 luglio, il 12 e il 13 Bouhlel ha effettuato due passaggi sulla promenade des Anglais, sebbene la conosca bene,farebbe pensare ad una esercitazione antiterrorismo di cui egli sarebbe stato pienamente consapevole di partecipare.  Un video del 15 luglio apparso sul sito israeliano Ynet fa vedere il prelievo forzato di un uomo dalla cabina del camion. Richard Gutjahr, il fotografo tedesco che ha diffuso le immagini dell’attentato di Nizza e che ha anche pubblicato il primo video su Twitter dell’attentato di Monaco, è sposato con Einat Wilf, una agente del Mossad. La Wilf ha servito, con il grado di tenente, nelle autodenominate Forze di sicurezza (FDI) israeliane ed è stata consigliere agli Esteri del vice primo Ministro Simon Peres (2004-2007).
  • 19 luglio 2016: Heidingsfeld (Baviera - Germania) Muhammad Riad, 17 enne afghano ferisce 5 persone all'interno di un treno con un'ascia.
  • 22 luglio 2016: Monaco (Germania) 18enne tedesco-iraniano fuoco sulla folla prima davanti a un fast food poi tra i negozi. Alla fine si spara. Nove gli uccisi, quasi tutti giovani. Anche bambini tra i 27 feriti. Identificato come  Ali Sonboly, il cui padre del ragazzo è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. Aveva una pistola Glock 9mm con matricola abrasa e si ritiene che non vi sia alcun legame con gruppi terroristici. Esplora il significato del termine: «Non c’è alcun rapporto con l’Isis», hanno detto gli inquirenti in conferenza stampa, parlando di un gesto di follia del diciottenne. Si è trattato di «furia omicida», dicono le autorità tedesche. Esclusa anche qualsiasi motivazione politica: «Si tratta di un attentatore che si è formato da solo», che soffriva di crisi depressive, ricoverato nel 2012 proprio in seguito ad alcuni atti violenti. Si era sottoposto a «terapia psichiatrica», curato per depressione,«Non c'è alcun rapporto con l'Isis», hanno detto gli inquirenti in conferenza stampa, parlando di un gesto di follia del diciottenne. Si è trattato di «furia omicida», dicono le autorità tedesche. Esclusa anche qualsiasi motivazione politica: «Si tratta di un attentatore che si è formato da solo», che soffriva di crisi depressive, ricoverato nel 2012 proprio in seguito ad alcuni atti violenti. Si era sottoposto a «terapia psichiatrica», curato per depressione.
  • 24 luglio 2016: Reutlingen (vicino Stoccarda - Germania), un siriano di 21 anni, già noto per atti di violenza alla polizia e con una richiesta di asilo respinta. Anche in questo caso all’origine del delitto non paiono esserci state motivazioni terroristiche ma un litigio
  • 25 luglio 2016: Ansbach (Germania). un rifugiato siriano 27enne Mohammed Delel, con richiesta di asilo respinta che doveva essere trasferito in Bulgaria, fa esplodere una bomba e vi rimane ucciso dal suo stesso ordigno. 12 i feriti. Il killer in un video avrebbe giurato fedeltà allo Stato islamico, da un video ricavato dal suo cellulare. La sua foto e la sua rivendicazione appare sull'account Twitter di Rita Katz, la sera stessa. Arrestato un presunto complice.
  • 26 luglio 2016:  chiesa di Saint-Etienne du Rouvray (Rouen - Francia), due attentatori Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, di origini algerine, il primo in regime di controllo giudiziario mediante braccialetto elettronico, arrestato nel 2015 dopo  aver tentato di raggiungere la Siria per ben due volte e rilasciato a marzo 2016, il secondo cmq già schedato, sgozzano padre Jacques Hamel e tengono sotto ostaggio per un pò qalcuni fedeli, fino a quando vengono uccisi dagli agenti della Brigade de recherche et d'intervention di Rouen. Il SITE ha diffuso un video, a loro dire ricavato da Amaq, agenzia di stampa vicina all'ISIS, in cui rivendicano l'appartenenza allo Stato Islamico e uno di loro tiene in mano un pc che mostra la bandiera nera dell'Isis. Il video però secondo alcune agenzie di stampa francesi proverrebbe dal cellulare di un giovane. I musulmani, attravedrso la voce del presidente della comunità islamica della Normandia, Mohammed Karabila, negano la sepoltura dei due attentatori. I due attentatori avrebbe avuto conoscenza con un 43enne francese, di origini marocchine, Radoine Raggani «espulso» in quei giorni dall’Italia su richiesta degli investigatori parigini, perché sospettato di aver avuto intensi contatti, con mail e messaggi telefonici, con i due assassini
  • 08 agosto 2016 Quetta (Pakistan), strage 93 morti, quasi tutti avvocati che vegliavano un collega appena ucciso in un attentato. L'azione è stata rivendicata da Jumaat ul Ahrar (JuA), un gruppo che si è separato dai talebani del Tehrik e Taliban Pakistan (Ttp) e ha dichiarato la propria fedeltà all'Isis.
  • 29 agosto 2016, Karbala ('Iraq),
  • 02 settembre 2016: Peshawar (Pakistan), sventato attentato talebano a una colonia cristiana: 5 morti
  • 04 settembre 2016, a Ein Tamer a circa 40 chilometri a ovest della città sciita di Karbala ('Iraq), oltre 15 morti
  • 05 ottobre 2016  Schaerbeek, Bruxelles, un certo Hicham Diop ex soldato belga 3 anni, molto conosciuto dall’intelligence del Paese il cui suo nome sarebbe comparso più volte nei fascicoli legati al terrorismo internazionaleaggredisce due agenti della polizia durante un controllo e avrebbe anche provato ad impadronirsi dell’arma di uno dei poliziotti ne nasce una collutazione e un agente gli spara ad una gamba e lo arresta. Un’arma sarebbe stata trovata all’interno di una macchina nelle vicinanze del luogo dell’accoltellamento. Hicham Nel 2004 si sarebbe anche candidato con il partito Partito Cittadinanza Prosperità, una lista – ora scomparsa – di ispirazione islamica con chiare simpatie verso gli estremisti, è stato un assiduo frequentatore del Centre Islamique Belge (CIB) a Molenbeek, fondato dal Bassam Ayachi, fanatico ideologo fermato in Italia, a Bari, in compagnia di Raphael Gendrom, l’ingegnere elettronico francese convertito all’Islam e morto nell’aprile del 2013 mentre combatteva insieme i tagliagole del Califfo in Siria. Secondo alcuni giornali belgi Hicham sarebbe uno dei migliori amici di Olivier Dassy, ex militare anche lui, predicatore di Molenbeek e considerato il braccio destro di Ayachi, già noto all'Intelligence sin dal 2012. I due predicatori avrebbero anche fatto sposare Malika el Aroud – la pasionaria belga del jihadismo – con il tunisino Abdessater Dahmane, uno dei sicari che il 9 settembre del 2001 assassinarono il comandante Ahmad Shah Massoud, il «Leone del Panjshir», che dopo aver guidato la guerriglia contro l’invasione sovietica in Afghanistan stava combattendo contro il regime dei talebani.

Questa lista è sommaria e non tiene conto degli attentati nella guerra siriana e in Palestina. Pace e benedizioni su tutte le anime delle vittime di questi spregevoli atti.

E' bene precisare tutti questi attentati riportano rivendicazioni diverse e non si deve comunque conforndere Al Qaida con ISIS e altre fazioni. Inoltre, come sempre, ogni episodio va valutato attentamente caso per caso. Le strategie e gli obbiettivi fra al Qaida e ISIS sono diversi e così come la vita degli attentatori di Da'esh si diversifica da quelli di Al Qaida.

Oltre a ciò, si aggiunge il fatto che, contrariamente ai proclami dettati precedentemente da Al Qa'ida, in cui si poteva constatare una vera e propria strategia e logica, perché quanto perversa, sia,

Quanti sono gli atti terroristici condotti da musulmani?

Tralasciando comunque ciò, sulla base di indagini statistiche condotte dall'EUROPOL (European Police Office), in Europa, gli attentati terroristici commessi da persone di fede musulmana solo il 2% del totale e su 152 attacchi terroristici, in Europa nel 2013, soltanto due sono commessi ufficialmente per motivi religiosi. I rapporti dell'EUROPOL dal 2007 al 2010 rivelano che il 99,6% degli attacchi terroristi sono stati commessi da non musulmani, mentre il numero di attentati sia sventati che riusciti compiuti da gruppi separatisti si eleva a 1352, ciò che corrisponde approssimativamente all’85% del totale. Ed, in effetti, il più grave attentato, sul suolo europeo, dopo i fatti di Parigi del 13 novembre scorso, si è avuto in Norvegia ad opera di Andreas Brevik, che si definiva "cristiano conservatore anti Islam", compiuto il 22 luglio 2011, che vide la morte di 85 persone, fra cui moltissimi bambini e adolescenti.

Negli USA, la maggior parte dei terroristi non sono musulmani, secondo un rapporto dell'FBI (Federal Bureau of Investigation - Terrorism 2002-2005, US Department of Justice, 2006: pp.57-66). Sul territorio degli Stati Uniti, solo il 6% degli atti terroristici commessi tra il 1980 e il 2005 sono attribuibili a musulmani. Gli altri, il 94% non hanno nulla a che vedere con arabi, musulmani e tanto meno con l'Islàm.

 

Nonostante, infatti, gli atti terroristi commessi da musulmani (o comunque di provenienza famigliare prevalentemente musulmana) rappresentino il 6% di quelli realizzati negli USA, tra il 1980 e il 2005, mentre gli ebrei e gli ispanici si sono resi responsabili rispettivamente del 7% e del 42% di essi, nessuna psicosi si è diffusa nei confronti degli ebrei e degli ispanici.

Le vittime degli attacchi terroristici

A livello mondiale, solo il 5% del totale degli attentati terroristici, a fronte del fatto che un buon 90% delle vittime sono proprio musulmani. Sette dei dieci paesi più colpiti dagli attacchi terroristi sono a maggioranza mussulmana, secondo l’edizione 2014 del catalogo globale sul terrorismo, pubblicato dall’Istituto per l’economia e per la pace, con sede in Australia, realizzato sulla base di dati meta-analitici sul terrorismo globale dell’Università del Maryland.

Più del 90% delle vittime dell’estremismo violento sono gli stessi musulmani. L’anno scorso (2014) in Iraq ci sono stati 3.925 attentati con 13.076 morti, in Pakistan 2.146 con 2.409 morti, in Afghanistan 1.820 con 5.411 morti. E altre migliaia di carneficine in Siria, Yemen, Libia, Nigeria tutti paesi a maggioranza musulmana.

Tra percezione e dati sugli attacchi, ci sono grandi differenze. Sulla base di alcuni dati dell'IPSOS MORI Research, su un dato reale degli immigrati in Italia del 7%, abbiamo una percezione, invece,del 30% di immigrati sul totale degli abitanti, di cui un buon 20% di questi è percepito come musulmano, a fronte, in realtà, di solo il 4%.

I Musulmani, nel mondo, sono più di un miliardo e mezzo, forse 2, considerando le conversioni, e la maggior parte di loro è vittima tanto quanto il mondo occidentale, dell'estremismo, considerando anche i musulmani occidentali, per conversione e/o per nascita in un paese occidentale. Inoltre, le masse coinvolte da questioni religiose che fanno da pretesto a questioni economiche ed egemoniche, attualmente, sono minime. Si tratta di una frazione infinitesimale, rispetto alla totalità del mondo islamico.

Si stima che in totale nell'anno 2014 i musulmani morti ad opera del terrorismo (non) islamico si aggirino all'incirca sulle 24 mila, mentre sarebbero circa 23 mila quelle nel 2015 fino a novembre.

“Quando ci chiediamo perché è così flebile l’indignazione del mondo arabo e musulmano per la strage di Parigi dobbiamo mettere nel conto che una buona parte di quel mondo è troppo impegnata a contare i propri morti per occuparsi dei nostri".

Il terrorismo "islamico"?

Descrivendo il terrorismo di un gruppo qualsiasi come "islamico" si addossa la responsabilità a oltre un miliardo e mezzo di musulmani, con implicazioni non di poco conto.
Il termine "islamismo", invece, è di origine francese (islamisme). In quella lingua ne è, infatti, attestato l'uso fin dal XVIII secolo, quando Voltaire ne propose, in senso positivo, l'impiego in sostituzione del dispregiativo e scorretto mahométisme (traducibile liberamente come “maomettismo”) per indicare la religione dei musulmani.
Voltaire, infatti, parla in termini positivi della religione islamica: “la religione di Maometto è una dottrina ragionevole, seria, pura e umana. Ragionevole, perché non è mai stata corrotta dall’idolatria, perché non ha mai assimilato chicchessia a Dio e perché essa non si è fondata su dogmi contraddittori e assurdi. Seria, poiché essa ha dichiarato illecito il gioco d’azzardo, il vino e altri mezzi di dissolutezza, per altro sostituiti con le cinque preghiere quotidiane. Pura, poiché essa ha limitato a quattro il numero delle donne che possono condividere l’alcova dei sovrani asiatici. Umana, in ragione della priorità che essa accorda, in relazione all’Hajj, alla Zakat e alla cura degli altri. Tutto ciò è una prova della verità dell’Islam”.

Inoltre, se consideriamo il fatto che le azioni dei coloni ebraici e del governo di Israele, compiute in nome dell'ideologia sionista, contro i palestinesi, per mezzo delle quali, spesso, occupano e usurpano territori palestinesi, tagliando le risorse indispensabili, bloccando la possibilità di coltivare e usufruire delle risorse della loro terra, fino ad arrivare agli omicidi e le "operazioni" militari anche con bombardamenti e con l'utilizzo di armi spesso non troppo convenzionali su territori densamente popolati come Gaza, ma anche contro attivisti internazionali, violando innumerevoli risoluzioni dell'ONU, così come le folli azioni di "estremisti radicali ebraici" contro i loro stessi premier, così come le oscure operazioni del Mossad (servizio segreto israeliano), non possiamo definirle come "terrorismo ebraico" perché, oltre al fatto che attribuiremmo erroneamente un atto criminale, di origine politica, economica, ideologica, vendicativa ad una intera religione e quindi ad una larga fetta di fedeli che spesso non hanno certamente nulla a che fare con tali atrocità, incorreremmo anche in pesanti sanzioni derivanti da severe leggi internazionali contro l'antisemitismo.

Allo stesso modo non possiamo definire come "terrorismo cristiano", l'atroce gesto del norvegese Andreas Brevik che si definiva "cristiano conservatore anti Islam", così come gli atti del Ku Klux Klan in America, il massacro delle milizie cristiane degli Hutu in Ruanda tra il 1994 e il 1996, per non parlare degli attentanti fra cattolici e protestanti in Irlanda.

Sul fatto di richiedere ai musulmani di condannare il terrorismo e il terrorismo di matrice "cristiana"

La definizione di “terrorismo islamico” comporta, nell’opinione pubblica generalizzata, una “necessaria e doverosa” presa di posizione di condanna dell’intera comunità islamica, (che di certo non possiamo ritenerne responsabile), nei confronti del terribile e efferato gesto di alcune persone che, formalmente l’unica cosa che hanno in comune è appartenere alla stessa religione. Come se ogni singolo musulmano possa esserne responsabile e, invece, solo la sua condanna possa redimere

Allo stesso modo, si può chiedere ad ogni italiano di dissociarsi dalla vendita di armamenti in Arabia Saudita, (paese fondamentalista, teocratico, di certo non democratico, da cui provengono molte radicali ideologie sanguinarie), che sono per lo più destinate ad armare l'ISIS stesso, oppure a uccidere e reprimere con il sangue la ribellione sciita nello Yemen.

A nome della stragrande maggioranza della comunità islamica d'Italia, possiamo certamente esprimere naturalmente la nostra più ferrea e indelebile condanna contro ogni atto terroristico dall'11 settembre a Madrid, Casablanca, Baghdad, Beirut, Parigi e tutti gli altri luoghi colpiti dal terrorismo che si definisce "islamico", ma che in realtà non sono altro che atti criminali che non appartengono alla nostra religione, come alcuni vorrebbero invece sostenere, strumentalizzando a proprio vantaggio queste tragedie.

Rircodando anche che anche nella recente strage di Parigi sono morti musulmani, come in tantissimi altri attentati e che proprio i musulmani sono i più colpiti, per numero di vittime.

Allo stesso modo, però, condanniamo anche questo clima di islamofobia, di odio e di desiderio di vendetta che ha scatenato numerose ripercussioni nei confronti della comunità islamica di Francia, Belgio, ma, non solo, non possiamo neanche ammettere vi sia, una possibile, anche solo labile, connessione fra terrorismo e Islam, tale da suggerire un'esortazione ad una doverosa e necessaria condanna che metta in pace il cuore dell'opinione pubblica occidentale. Ciò è essenzialmente dovuto alla non conoscenza del'Islam e del pensiero islamico che scatena inevitabilmente la paura del "diverso", proprio perché nell'uomo, l'istinto più recondito è proprio l'attaccamento alla familiarità del conosciuto.

"Nella massa occidentale (nella quale comprendiamo anche la maggioranza degli pseudo-intellettuali) esiste molto più odio per tutto ciò che è islamico che non per quanto concerne il resto dell'Oriente. E' vero che una delle cause principali di quest'odio è rappresentata dalla paura, e che tale stato d'animo è soltanto dovuto all'incomprensione" (René Guénon, Oriente e Occidente)

Non possiamo quindi attribuire responsabilità alcuna ai musulmani onesti, civili, rispettosi delle leggi locali e che vivono in pace e fraternità, nei confronti degli attentati di terroristi compiuti da criminali che si definiscono "musulmani" e che utilizzano a pretesto la religione, allo stesso modo in cui noi musulmani non possiamo e non vogliamo chiedere ai cristiani alcuna condanna nei confronti di altri atti criminosi compiuti da sedicenti "cristiani".

Attentati terroristi di matrice "cristiana"

Che di cristiano hanno ben poco, per non dire nulla.

Elenchiamo, di seguito, alcune "sette" ree di aver commesso una serie incredibile di spregevoli atti terroristici di matrice "cristiana" o che spesso propugnano la superiorità della razza bianca, con pretesti di "cristianità", new age, ufologia, ecc:

  • Davidiani (assedio di Waco del 1993 - 76 morti)
  • Tempio del popolo di Jim Jones (suicidio di massa 1978 a Jonestown - 909 morti)
  • Heaven's gate (suicidio di massa 1997 - 39 morti)
  • Aum Shinrikyo di Shoko Asahara (attentato metropolitana di Tokyo 20 marzo 1995 con gas Sarin 19 morti e 6 mila intossicati)
  • The family di Charles Nenson
  • Bambini di Dio o Famiglia dell'amore di David Brandt Berg
  • Casi di antrace del 2001 il cui responsabile Bruce Edwards Ivins
  • 19 aprile 1995 a Oklahoma City, per mano di Timothy McVeigh, ex militare, che pianificò un attentato in cui persero la vita 168 persone
  • The Army of God massacro di Atlanta
  • Eastern Lightning (o Chiesa del Dio Onnipotente) setta cinese
  • Esercito di Resistenza del Signore (LRA) in Uganda (tra i 5.000 e i 20.000) e esodo in fuga di oltre 300.000 persone.
  • Anti-Balaka (Centro-Africa) febbraio 2014 nei confronti della popolazione musulmana
  • Fronte Nazionale di Liberazione di Tripura
  • The Concerned Christians (con l'obbiettivo di convertire i musulmani al cristianesimo) a Denver e lo sventato attentato dei Concerned Christians alla moschea di Al-Aqsa (Gerusalemme) nel 1999
  •  Lord's resistance army in Congo
  • Massacro di Sabra e Shatila condotto dai miliziani maroniti, che massacrarono e stuprarono 3.500 civili rifugiati inermi palestinesi. L'episodio, classificato dalla Assemblea delle Nazioni unite come Genocidio fu documentata da fotografi inglesi che descrissero la folla armata come cristiani, che si auto-definivano tali e brandivano crocifissi durante il massacro, il cui mandatario probabilmente era Ariel Sharon.
  • Massacro di Karantina, (1.500 vittime civili) e di Tel al-Zaatar  (3.000 vittime civili) ai danni dei musulmani
  • Ku Klus clan
  • Aryan nations, Aryan republican army e The covenant, che predicano la supremazia della razza ariana e si battono contro le unioni interrazziali, eredi del Ku Klus clan
  • Christian Identity, movimento definito ultra-cattolico che ritiene i cattolici ariani la "Razza Eletta dal Signore", la cui volontà è quella di preservare la fede Cristiana contro coloro che ne violano i precetti, contro l’aborto e contro la “agenda omosessuale” mondiale. Eric Robert Rudolph, ne faceva parte e si vide responsabile di una serie di attentati terroristici: l'Attentato alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 (1 morto e 11 feriti), la bomba ad una clinica per aborti ad Atlanta del 16 Gennaio 1997, la bomba all'Otherside Lounge, un bar per clientela lesbica, del 21 Febbraio 1997, la bomba alla clinica per aborti di Birmingham, Alabama del 29 Gennaio 1998 e l'uccisione di Robert Sanderson, poliziotto di Birmingham e guardia part-time di una clinica abortistica
  • Genocidio del Rwanda (800 mila morti), condotto dalle milizie Hutu contro l’etnia Tutsi
  • Anders Behring Breivik, autodefinitosi “salvatore del cristianesimo” e “il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950", compie il Massacro di Utoya, luglio 2011, (77 morti, molti dei quali tra i 15 e 19 anni, la maggior parte finiti con un colpo alla nuca). Nella visione del terrorista, che agì da solo, erano tutti colpevoli di battersi per una società "multiculturalista".
  • James Charles Kopp, definito dall'FBI "Terrorista Cattolico anti-abortista"
  • Febbraio 2014: le milizie cristiane anti-balaka compiono migliaia di atrocità già dal 2013 contro musulmani nella Repubblica Centroafricana. La denuncia di Amnesty International. Testimonianze confermano che i miliziani mangiavano la carne dei musulmani da loro seviazi, torturati e poi uccisi.
  • Nel marzo 2015 il ventisettenne Andreas Lubitz, copilota della compagnia aerea German Wings, si è schiantato con il suo aereo di linea sulla alpi francesi: con lui sono rimaste uccise 144 persone. Secondo numerose testimonianze il pilota soffriva di una grave forme di depressione.
  • 31 gennaio 2017, Quebec (Canada), il 27-enne Alexandre Bissonnette entra in una moschea e uccide 6 persone e 19 rimangono ferite. Si descrive come un come un "cristiano crociato" sulla sua pagina di Facebook e faceva parte di un movimento identità conservatore nazionalista.

Questo per ribadire il concetto che, allo stesso modo in cui non dobbiamo condannare un'intera religione, un'intera comunità religiosa e distinguiamo ciò che è veramente religioso che porta la pace e la fraternità fra i popoli da ciò che invece nulla ha a che fare con la religione nel cristianesimo, allo stesso modo dobbiamo farlo nei confronti della comunità musulmana e non dovremmo chiedere ai musulmani di dissociarsi dal terrorismo, come non lo facciamo per gli estermisti ultra-"cristiani" settaristi.

Gli antidoti necessari per sconfiggere Da'esh, Boko Haram, Al Qai'da e tutti le errate, deviate e strumentalizzate intepretazioni della sharì'ah

Aldilà anche di ogni possibile strumentalizzazione delle stragi di Parigi che hanno determinato la messa in vigore di alcune leggi e disposizioni speciali che limitano di fatto i diritti costituzionali definiti inviolabili e che danno seguito, di fatto, ad una rottura del patto di Shenghen, una chiusura delle frontiere e ad un regime che detta pene detentive antidemocratiche al limite della salvaguardia dei diritti umani, aldilà di tutto questo e sorvolando le possibili questioni occulte relative alle dinamiche degli attentati, ciò che a noi interessa è la possibilità che, il discorso religioso, attraverso un processo di riformismo che parte proprio dalle fonti religiose, riesca a far trasparire tutta l'estreneità della cruente e feroce ideologia settaria che sta alla base non solo del Da'esh, ma anche di molte altre forme di pensiero intransigente che Abbiamo quindi bisogno degli antidoti necessari per combattere la devianza totalitaria del Da'esh

Combattere lo Stato islamico con il Corano. E' possibile trovare una risposta concreta all’Islam radicale e ai movimenti jiihadisti come lo Stato islamico, che usano le sure e la Sunna come pretesto e giustificazione delle loro azioni.

AnNaimÈ quanto sottolinea lo studioso musulmano Abdullahi Ahmed An-Na’im, professore di diritto negli Stati Uniti, originario del Sudan, e profondo conoscitore della legge islamica e da anni impegnato in una campagna di studio e informazione sul processo di riformismo islamico.

Abdullahi Ahmed An-Na’im è un accademico, traduttore ed editore sudanese, specializzato in diritti umani nell'Islam e nei rapporti inter-culturali. È direttore del programma sui Diritti Umani e Religiosi presso la Emory University School of Law di Atlanta e direttore esecutivo della sede africana del Human Rights Watch, nonché discepolo del teologo e politico sudanese Mahmud Muhammad Taha.

Egli invita dunque a scoprire e ri-scoprire all’interno del Corano stesso, nei suoi versi più antichi, che risalgono al periodo (cosiddetto "meccano") di Mohammad alla Mecca, la via per riformare l'applicazione della religione islamica e opporla ai movimenti estremisti e fanatici i quali trovano, a loro dire, nello stesso libro sacro, la giustificazione delle loro azioni. 

I vertici del cosiddetto "Stato Islamico" e i suoi sostenitori poggiano la loro ideologia su una perversa e deviante interpretazione e strumentalizzazione delle fonti tratte dalle scritture e dalla storia e dalla tradizione islamica, per giustificare le proprie azioni. Le intransigenti interpretazioni (spesso estremamente errate) della shar'ìah, appoggiano il jihad offensivo che mira a diffondere l’Islam anche al di fuori del territorio . Tali interpretazioni sono molto vicine al cosiddetto pensiero wahabita, estremamente ostile in particolar modo verso i non musulmani, ma anche verso gli sciiti e i sufi, pensiero diffuosi prevalentamente in Arabia Saudita, (dove regna presso la corte reale), Qatar e Emirati Arabi, (tutti paesi alleati dell'asse atlantico NATO-USA), a partire dall'inizio del XVIII sec., ma prendono spunto anche dal pensiero cosiddetto salafita e hanbalita nelle loro forme più radicali e intransigenti, vicine all'ideologia di Mohammad Rashid Rida (teologo siriano 1865-1935) e Ibn Taymiyya (giurista e teologo siriano 1263 - 1328).

processo di "islamizzazione della modernità", usando una celebra espressione del compianto studioso musulmano franco-algerino Mohammed Arkoun

Essi autorizzano l’esecuzione di prigionieri e la resa in schiavitù dei bambini e delle donne del campo avverso; gesti che Da'esh non ha mancato di far subire agli Yazidi in Siria. 

 

 

 

 

Condannare Da'esh non solo per questioni morali o politiche, ma proprio perché la sharì'ah stessa non ammette il jihād in questo modo, non ammette il Califfato in questo modo e non ammette il terrorismo in nessun modo

Il riformismo islamico - un ritorno e una rivalutazione delle fonti islamiche

 

Sono le stesse fonti delle scritture, sulle quali Da'esh si appoggia, che devono necessariamente esser viste in un contesto storico ben più ampio. In altri termini, questi principi, invocati dall'ISIS, hanno potuto essere pertinenti e applicabili 1400 anni fa, quando la guerra era ben più dura di quanto non lo sia oggi, quando la cultura media delle persone era ben diversa da quella di oggi.

La solidarietà fra musulmani (wala’) si rivelava allora cruciale per la sopravvivenza della comunità musulmana e la sua affermazione.  Ma oggi, è ben vero il contrario. 

E' necessario sviluppare l’esegesi coranica in senso ermeneutico, che ritrovi l’intenzione etica nel testo letterale che va inevitabilmente contestualizzato (uomo e donna sono uguali ma non bisogna recepire la norma che la testimonianza di una donna valga la metà di quella di un maschio), ad esempio

Nel Corano solo segni di pace


"Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità. I Nostri Messaggeri sono venuti a loro con le prove! Eppure molti di loro commisero eccessi sulla terra."

(Corano Al-Mâ'ida 5,32)


"In verità coloro che credono, siano essi giudei, nazareni o sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell'Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti"
(Corano al-Baqara 2,62)


«Chi poi perdona, e fa pace fra sé e l'avversario, gliene darà mercede Iddio, perché Dio non ama gli iniqui»

(Corano Ash-Shûrâ 42.40)


"E fate il bene poiché Dio ama chi fa del bene (al-muhsinùn)"
(Corano al-Baqara 2,195)


“Dì : Se i vostri padri e i vostri figli e le vostre moglie e la vostra tribù e i beni che avete acquistato e un commercio che temete andare in rovina , e le case che amate , vi sono più care di Dio e del Suo Messaggero e dello sforzo sulla Sua via , allora aspettate finché Dio vi porterà il Suo ordine , Dio non ama la gente perversa”
(Corano At-Tawba 9,24)

E si esorta a non esasperare i conflitti, preferendo la conciliazione quando non vi sia malafede: "E quando vengon da te coloro che credono nei Nostri Segni di' loro: "La pace sia con voi! Iddio s'è prescritto la misericordia, cosicché chi di voi ha fatto del male per ignoranza, ma poi s'è pentito e s'è migliorato, ebbene Dio è pietoso e clemente"» (6.54).

«Oh voi che credete! Quando v'ingaggiate nella Via di Dio, state bene attenti, e non dite a chi vi porge il saluto di "Pace!", "Tu non sei credente!" per desiderio dei beni effimeri del mondo. Anzi, presso Dio c'è bottino abbondante. Così voi facevate prima, ma ora Dio v'ha colmato dei suoi favori" » (4.94). l'Islam "europeizzato", quello di Salah e degli altri terroristi di Parigi, ad esempio, sia fortemente deviato.

«Si narra che, un giorno, i compagni di Maometto gli abbiano chiesto: "O Inviato di Dio, sarà conquistata prima Roma o Costantinopoli?". Egli avrebbe risposto: "Prima Costantinopoli", lasciando intendere che successivamente anche Roma sarebbe passata sotto il dominio dell'Islam. L'autenticità del detto è dubbia, come quella di molte altre sentenze attribuite al Profeta, ma ciò non toglie che alcuni – musulmani di nascita – vi prestino fede, vagheggiando di diffondere la loro fede nel loro Paese d'adozione tanto da assimilarlo al Dâr al-islâm (territorio, o casa, dell'Islam)».

Essere benevoli e giusti nei confronti di coloro (anche non musulmani) che non ci fanno la guerra e sono pacifici con noi è un dovere coranico, che fa capire come l'Islàm, il vero Islàm, sia una religione di pace e convivenza, anche nei confronti di coloro che non condividono il nostro credo, come confermato dalla seguente āyah:


"Allāh non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno
combattuto per la vostra religione e che non vi hanno scacciato dalle vostre case, poiché Allāh
ama coloro che si comportano con equità"

(Corano medinese Al- Mumtaĥanah 60,8)

 

Fonti:


 

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